Nel weekend scorso una delegazione manfreda a Rijeka

Venerdì scorso Palazzo Modello, sede della Comunità degli italiani di Fiume, ha ospitato “Emilia-Romagna Europe Hackathon”

Una grande ‘maratona di idee’ che ha visto arrivare a Rijeka (Fiume), in Croazia, diversi giovani emiliano-romagnoli provenienti da tutta Europa con l’obiettivo di trovare idee e soluzioni per aiutare i propri corregionali residenti all’estero. Venerdì scorso Palazzo Modello, sede della Comunità degli italiani di Fiume, ha ospitato “Emilia-Romagna Europe Hackathon”, un evento innovativo che ha visto il coinvolgimento di alcuni giovani emiliano-romagnoli che hanno, o hanno avuto, un’esperienza di residenza all’estero (come per esempio a Londra, Bruxelles, Stoccarda ma anche extra-continente, come Giappone e Argentina) con lo scopo di proporre idee per sviluppare un’app specifica dedicata agli emiliano romagnoli residenti all’estero. Al termine dell’evento, i partecipanti hanno esposto le loro proposte attraverso uno speech pubblico alla Comunità italiana di Fiume, e il loro prezioso lavoro sarà approfondito nelle prossime settimane in un report che sarà consegnato alla Regione. 

Un progetto del Comune di Faenza finanziato dalla Consulta emiliano-romagnoli nel mondo

Il progetto “Emilia-Romagna Europe Hackathon: creatività e tradizioni per creare ponti verso il futuro”, promosso dal Comune di Faenza e finanziato dalla Consulta emiliano-romagnoli nel mondo, è infatti finalizzato a far crescere e alimentare il dialogo della Regione con i cittadini dell’Emilia-Romagna che, per motivi di lavoro, studio o famiglia, sono residenti all’estero. Attraverso l’evento di Rijeka i partecipanti hanno proposto un concept per la creazione di un’app che sia uno strumento utile per la comunicazione con tutti i cittadini della Regione residenti all’estero, fornendo loro servizi specifici a partire dai bisogni emersi dall’hackathon. Il progetto ha come punto di partenza i risultati ottenuti da “Faenza Calls World: millenials back to their tradition in the digital era”, sviluppato dall’Amministrazione comunale di Faenza nel 2018, che ha analizzato il fenomeno migratorio giovanile dei faentini attraverso l’ideazione e sviluppo di una specifica App (www.faenzacallsworld.com), strumento multimediale che ha permesso di avviare, seppur in un contesto locale, un’interazione con questi concittadini residenti all’estero, un interscambio che ha arricchito tanto chi è lontano quanto Faenza stessa, che vede così non disperdere questa comunità estera. Attraverso l’hackathon realizzato a Rijeka, questa esperienza positiva si è voluta allargare a un contesto regionale, aprendo nuovi scenari che potranno essere sviluppati dalla Regione. 

Cos’è un Hackathon

Stimolare la creatività a partire da team building informali: i partecipanti al progetto si sono così confrontati tra loro attraverso una modalità innovativa, l’hackathon. Questa tipologia di eventi nasce legata al mondo dell’informatica per riunire in un’unica sede diversi esperti del settore con lo scopo di risolvere problemi oppure offrire idee innovative con tempistiche molto serrate; con gli anni questa modalità di lavoro ha raggiunto altri settori. L’hackathon viene solitamente dedicato a un tema specifico e i suoi partecipanti vengono divisi in piccoli gruppi, con lo scopo di farli lavorare attraverso il confronto reciproco: alla fine, i singoli gruppi presentano al pubblico i risultati del proprio lavoro. 

Tra le proposte con cui sviluppare l’App emerse dai partecipanti, si segnala la necessità di realizzare un vademecum burocratico che possa aiutare gli emiliano-romagnoli nel Paese d’arrivo in vari ambiti (dalla conoscenza dei differenti contratti d’affitto, ai diversi modelli sanitari, alle tipologie di contratti di lavoro); la creazione di una sezione dedicata a chi volesse aprire un’attività di business all’estero (con possibilità di contatti con potenziali investitori); approfondimenti digitali legati a storia e curiosità dell’Emilia-Romagna e dell’Emilia-Romagna nel mondo.

«La Consulta degli emiliano–romagnoli nel mondo – ha spiegato il presidente della Consulta, Gianluigi Molinari – negli ultimi tre anni ha finanziato 101 progetti e 6 borse di studio per un totale di 1 milione e 155mila euro erogati. Una delle sfide che la Consulta dovrà affrontare nei prossimi anni sarà quella di riuscire a intercettare ancora di più i giovani: il progetto Emilia–Romagna Europe Hackathon è uno dei modi più interessanti per fare questo. Le idee fornite dai partecipanti permetteranno di allargare le possibilità di raggiungere quegli emiliano romagnoli all’estero che l’Aire non riesce a raggiungere». 

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Sbandieratori, musici e piatti tipici: le tradizioni faentine a Rijeka

Un’occasione speciale con cui unire innovazione, convivialità e tradizioni tipiche: parallelamente ai lavori che svolgevano i partecipanti all’hackathon, il Comune di Faenza ha anche proposto di fronte a Palazzo Modello un’esibizione di sbandieratori e musici del Niballo – Palio di Faenza che ha riscosso particolare successo tra il numeroso pubblico accorso in città per l’inizio del Carnevale.  Al termine dell’esibizione, all’interno della sede della Comunità italiana di Fiume è stata offerta una cena tipica a base di piadina, affettati e altre prelibatezze romagnole a cura dell’associazione Strada della Romagna. Al termine del momento conviviale, si è tenuto lo speech finale dei partecipanti all’hackathon: non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per continuare a tenere vivi legami capaci di creare valore.

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