Tamburi nella notte: 100 percussioni per far ballare Ravenna

Dieci giorni di musica con le 100 Percussioni che accendono Ravenna Festival: sul palco Glen Velez, Stella Chiweshe, l'Accademia Chigiana e la chiamata aperta per una big orchestra

Un battito tribale e irresistibile apre le porte del Ravenna Festival 2019. Dopo i violoncelli e le chitarre, quest'anno tocca alle 100 percussioni entusiasmare la città con il loro ritmo scatenato. Una pulsazione, quella delle percussioni, che suona nei cuori di tutte le culture musicali del pianeta, dall'Europa all'Africa, dall'America all'Asia e il festival cerca di dare voce a tutte queste anime. Dieci giorni di concerti, dal 6 al 15 giugno, per ascoltare, ballare e scatenarsi al ritmo di batteria, tamburi, djembè e percussioni elettroniche.

Il programma delle 100 percussioni

Il viaggio delle 100 percussioni parte proprio da Ravenna, con una conversazione a cura di Francesco Martinelli dedicata al “ravennate a Parigi” Franco Manzecchi, pioniere della batteria jazz moderna (6 giugno nel Chiostro della Biblioteca Classense). Dal 7 al 9 giugno spazio a Harmograph, trittico di omaggi firmati da Matteo Scaioli e dedicati a: Igor Stravinsky, Egisto Macchi e Giusto Pio (nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale)

Sabato 8 giugno appuntamento al Cisim di Lido Adriano con l'unica protagonista femminile della rassegna: Stella Chiweshe che conversa con Marco Zanotti. Le 100 percussioni incontrano poi un appuntamento ormai tradizionale del Festival: il concerto trekking in collaborazione con Trail Romagna, che domenica 9 giugno accompagna il pubblico “Su la fiumana ove ‘l mar non ha vanto” (Inf. II, 108) con un percorso musicale e gastronomico tra argini, capanni e la foce dei Fiumi Uniti. Tra gli incontri del percorso - lungo 7 km - le poesie dialettali di Nevio Spadoni, i racconti di pesca dello scrittore Fabio Fiori, la scanzonata opera dedicata alle avventure di Colombo del trio Al Caravèl, ma anche le percussioni sciamaniche di Vince Vallicelli con Don Antonio per Musica senza argini, i ritmi trascinanti di Alejandro Oliva e Marco Zanotti, i suoni ammalianti e delicatissimi della regina della m’bira di Stella Chiweshe.

Vulcanico inizio di settimana con ben tre appuntamenti in programma per lunedì 10 giugno. Si comincia nel tardo pomeriggio da Piazza del Popolo con le prove aperte dell’Officina del Ritmo: conexión Buenos Aires con l’ensemble di percussioni diretto da Alejandro Oliva e coordinato da Marco Zanotti. A Palazzo dei Congressi il concerto serale è una performance di percussioni e maratona: L’umiliazione delle stelle vedrà percussioni, strumenti a fiato ed elettronica dell’ensemble Ars Ludi accompagnare il video-romanzo scritto e recitato da Mauro Covacich, autore finalista del premio Strega. Infine, Nihiloxica all’Almagià: la techno incontra le percussioni ugandesi, prima delle notti pulsanti di questa rassegna.

Martedì 11 giugno è tempo di scoprire un tesoro nascosto quale Occam Ocean - Occam XXVI di Eliane Radigue, eseguito da Enrico Malatesta nel Refettorio del Museo Nazionale. Al Teatro Rasi invece doppio programma: mentre l’ensemble Ars Ludi (Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi, Gianluca Ruggeri) si esibisce in Ostinato di Giorgio Battistelli, il Chigiana Percussion Ensemble, guidato da Antonio Caggiano (che è anche docente al Conservatorio di Santa Cecilia) e spalleggiato dal soprano Silvia Lee, dal contralto Chiara Tavolieri e dall’ottavino di Manuel Zurria, si misura con il capolavoro assoluto del minimalismo Drumming di Steve Reich. 

Mercoledì 12 giugno è tempo per l’incontenibile esplosione di Officina del Ritmo alla Darsena Pop Up, un’esperienza guidata dai codici gestuali de “La Bomba de Tiempo”, creata nel 2006 da Santiago Vázquez con l’obiettivo di esplorare il ritmo per produrre una musica potente e ballabile in grado di rappresentare genuinamente, anche attraverso l’improvvisazione, tutte le influenze della sfaccettata e vivace cultura di Buenos Aires. 

Giovedì 13 giugno incursione a Forlì per l’esecuzione di un altro caposaldo della musica contemporanea: la Chiesa di S. Giacomo accoglie Kathinkas Gesang als Luzifers Requiem (Il canto di Kathinka ovvero il Requiem per Lucifero da Samstag aus Licht) di Karlheinz Stockhausen, con flauto di Manuel Zurria e live electronics di Alvise Vidolin, pioniere fra i più influenti del sound design, accompagnati dal Chigiana Percussion Ensemble.

Il Festival si fa in quattro venerdì 14 giugno: si comincia dal Teatro Alighieri con Terra di Nicola Sani, affidato alle percussioni di Antonio Caggiano e al live electronics di Alvise Vidolin, e si continua nel centro storico con il Chigiana Percussion Ensemble mutato in Marching Band. Il ritmo sbarca ancora una volta in Darsena, prima con il concerto alle Artificerie Almagià del virtuoso statunitense e vincitore del Grammy Glen Velez, i cui tamburi a cornice si sposeranno al canto ritmico di Loire Cotler (con la partecipazione di Paolo Rossetti e Francesco Savoretti), e poi alla Darsena Pop Up con Percussion Voyager, altra notte di pulsazioni - in salsa dance floor - firmate da Matteo Scaioli e Maurizio Rizzuto.

Le 100 percussioni non può che concludersi con una festa di suoni: inseguendo i timbri di strumenti che arrivano da ogni latitudine, sommando battito su battito, groove su groove per un’unica, densa, vibrante pulsazione di cui traboccherà la notte, una grande orchestra di sole percussioni sarà la star di sabato 15 giugno al Pala De André. Tamburi nella notte è infatti anche il titolo, di suggestione brechtiana, della nuovissima composizione commissionata dal Festival a Michele Tadini, già autore del brano che ha coronato l’avventura delle 100 chitarre elettriche nella passata edizione. Per formare questo vasto organismo sonoro, le cui dimensioni non hanno precedenti nella storia della musica, il Festival ha lanciato una chiamata rivolta ad avventurosi esecutori che vogliano mettersi in gioco per confrontarsi con tanti altri musicisti e con la prima mondiale della composizione di Tadini.

Cercasi percussionisti

Proprio per rendere grande il finale della rassegna, il Festival ha aperto le porte ai percussionisti. Sono aperte le domande entro il 13 maggio per prendere parte al concertone Tamburi nella notte. Il festival cerca percussionisti classici, percussionisti di tamburi a cornice, percussionisti di tamburi africani, cajon e metallofoni (gamelan) per “un lungo viaggio dentro e intorno allo strumento più antico del mondo”.

Per affrontare il live del 15 giugno i percussionisti scelti hanno a disposizione tre giornate di prove (dal 13 al 15 giugno) al Pala De Andrè. In premio ai partecipanti vengono offerti: 2 biglietti omaggio per il concerto Tamburi nella Notte, 1 ingresso omaggio a tutti gli appuntamenti de Le 100 Percussioni, 2 biglietti omaggio per il concerto di Stewart Copeland.

Biglietti

Posto unico non numerato € 12 intero- 10 ridotto (posto in piedi alla Darsena Pop Up)
Concerto finale posto unico € 15 intero - 12 ridotto
Carnet 100 percussioni € 60

Info e prevendite: ravennafestival.org

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