I manifestanti bloccano l'abbattimento dei pini di via Maggiore: "Ci sono altre soluzioni"

Martedì mattina una quindicina di manifestanti si sono ritrovati proprio in via Maggiore per cercare di fermare i lavori di abbattimento

Foto Massimo Argnani

Si sono attivati lunedì sera, a poche ore dall'abbattimento di alcuni pini di via Maggiore previsto per martedì mattina, creando un gruppo Whatsapp per chiedere la partecipazione di quante più persone possibile. "Chiediamo a tutti di manifestare pacificamente per prendere tempo in merito alla misura drastica adottata dal Comune di Ravenna. Chiediamo che vengano prese in considerazione altre soluzioni alternative all'abbattimento", hanno scritto gli organizzatori della manifestazione nella chat.

I pini di via Maggiore saranno abbattuti: lavori solo posticipati

E martedì mattina una quindicina di manifestanti si sono ritrovati proprio in via Maggiore, all'altezza del Bar Mama, per cercare di fermare i lavori di abbattimento. "Ci aspettavamo più partecipanti, sono venute anche persone che non abitano o non lavorano in questa via ma in generale c'è poca sensibilità su questo tema - spiega Mattia Dall'Aglio, il primo ad arrivare in via Maggiore martedì mattina - Alle otto sono arrivati gli operai che hanno recintato la zona per iniziare ad abbattere i pini. Noi abbiamo consegnato loro la diffida preparata da Francesca Santarella".

Nella diffida, infatti, si legge che "Il Regolamento Comunale del Verde del Comune di Ravenna attualmente in vigore, agli articoli 5 e
7 dichiara (art. 7): “…gli abbattimenti o i trapianti non dovranno essere eseguiti nel periodo compreso tra l’1 marzo e il 31 luglio in cui avviene la riproduzione dell’avifauna". Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può
integrare gli estremi di reato o violazioni di carattere amministrativo. Allo stato attuale, non si ravvisa nessun carattere di urgenza che renda giustificabile la deroga alle leggi ed al regolamento, in quanto il Comune di Ravenna, nel caso in cui le condizioni degli alberi siano effettivamente precarie e gli alberi non recuperabili, ovvero gli alberi stessero presentando segnali di degrado in evoluzione, aveva tutto il tempo di monitorare e quindi agire fuori dal periodo vietato". La stessa richiesta era stata avanzata lunedì anche da Legambiente Ravenna.

"Abbiamo poi chiesto al dirigente del servizio tutela, ambiente e territorio del Comune di Ravenna Gianni Gregorio, arrivato sul posto, di darci tempo per ottenere altre perizie di botanici esperti - continua l'organizzatore - Ci hanno chiesto quando tempo ci serviva e noi abbiamo chiesto una proroga fino al 31 luglio, quando terminerà il periodo di nidificazione. Non abbiamo ottenuto questa garanzia, ma almeno gli operai sono andati via. La cosa importante è questa; ora ci attiveremo per ottenere perizie di altri botanici, perchè per noi è impossibile che non si possa mettere in sicurezza un albero senza abbatterlo, ci sono altre soluzioni".

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Foto Massimo Argnani

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