Accensione della centrale a biomasse sempre più vicina: "Quali saranno gli effetti sul ravennate?"

Il 15 novembre la centrale a biomasse sorta dalle ceneri dell’ex zuccherificio di Russi si accenderà per iniziare il suo ciclo produttivo

Il 15 novembre la centrale a biomasse sorta dalle ceneri dell’ex zuccherificio di Russi si accenderà per iniziare il suo ciclo produttivo. "La sede della centrale è limitrofa al territorio del Comune di Ravenna, che non può quindi considerarsi estraneo alle conseguenze ambientali e dalle ripercussioni sul traffico generato dai mezzi che riforniranno la centrale - sottolineano i consiglieri del Gruppo Misto Emanuele Panizza e Marco Maiolini - L'approvvigionamento della biomassa legnosa sarà di 270.000 tonnellate in 240 giorni, che arriveranno alla centrale via gomma per mezzo di circa 40 camion al giorno. Vi sarà una fornitura di biomassa erbacea nei mesi di luglio e agosto, stimata in 18.000 tonnellate, che saranno fornite in 15 giorni circa, attraverso la movimentazione di 70 autoarticolati giornalieri, nonchè l’arrivo ulteriore di 26.000 tonnellate di liquami zootecnici, in particolare suini, che verranno trasportati da altre 5 autobotti giornaliere. Tutta la biomassa che verrà utilizzata nell'impianto proverrà dal territorio limitrofe, non oltre un raggio di 70 km dalla centrale stessa, e i fornitori saranno soggetti a una tracciabilità richiesta dalla legge e dovranno dimostrare che la biomassa che consegnano è di produzione locale".

"Non possiamo essere certi sui dati relativi all’impatto atmosferico che avrà l’accensione della centrale e sulle dimensioni e la direzione che prenderà il “fungo” degli scarichi, semplicemente perchè, non essendo l’impianto ancora funzionante, per il momento si possono solo fare supposizioni - continuano i due consiglieri d'opposizion, che hanno presentato in merito un'interrogazione - Destinare le biomasse provenienti dal recupero di sfalci e ramaglie all’alimentazione della centrale porterebbe a un vero e proprio danneggiamento dell’ecosistema, perchè sottratte alla naturale fertilizzazione e torbatura dei terreni. Ci sarà un incremento non indifferente di automezzi che transiteranno anche nel nostro territorio, grazie anche all’assurdità che non sia stato previsto un sistema di trasporto ferroviario che raggiunga l’interno della centrale". Maiolini e Panizza chiedono al sindaco e alla giunta: "Sono stati fatti studi sull’impatto che l’accensione l'impianto di Russi avrà sul territorio del nostro Comune, in particolare relativamente alle zone di Piangipane, San Michele e Fornace Zarattini? Quali sono i dati relativi alle emissioni giornaliere previste nelle zone di competenza di questa amministrazione? Sono stati fatti studi sull’impatto che avrà sul traffico il maggior numero di tir che circolerà sul nostro territorio? E quali saranno le arterie stradali coinvolte maggiormente per il trasporto del materiale? L'amministrazione è a conoscenza di terreni dedicati a culture energetiche di natura legnosa nel nostro territorio adibite a rifornire la centrale di Russi?".

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