Ausl Romagna: firmato l'accordo integrativo del comparto. Sindacati soddisfatti

"Si è data applicazione ad importanti istituti introdotti dal nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro", viene evidenziato

Traguardo raggiunto. Mercoledì è stato firmato l'accordo integrativo 2019 del comparto sanità e che ha realizzato gli obiettivi fissati da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil-Uilfpl. "Si è data applicazione ad importanti istituti introdotti dal nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro, ponendo le basi per realizzare quanto previsto nella nuova piattaforma rivendicativa che i sindacati confederali hanno presentato dopo la sottoscrizione del nuovo contratto nazionale, in coerenza con quanto realizzato negli anni precedenti  mantenendo come obiettivo l’armonizzazione dei principali istituti contrattuali in una ottica di valorizzazione, dei titoli, delle esperienze e dell’impegno dei circa 12000 dipendenti dell’Ausl della RomagnaW, evidenziano i sindacati.

Tra gli obiettivi raggiunti "l’attribuzione di ulteriori progressioni economiche orizzontali a partire dal primo gennaio per circa 1150 lavoratori (portando ad un totale di 10500 le progressioni economiche conferite negli ultimi 4 anni); nel contempo si raggiunge l'obiettivo di avere un unico livello di produttività su tutto il territorio aziendale". E' stato concluso "il confronto in merito al nuovo regolamento per la pesatura e l’attribuzione degli incarichi di funzione nel rispetto del nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro ed il relativo accordo di finanziamento di questo istituto che consentiranno di completare i processi riorganizzativi e di procedere alla valorizzazione omogenea delle centinaia di figure che ricoprono ruoli di responsabilità nella struttura aziendale".

Tra gli accordi "la previsione di una maggior valorizzazione dl lavoro notturno, per un impegno di circa 800.000 euro permette di contenere gli effetti negativi di una distorta interpretazione del Contratto Nazionale e del poco efficiente sistema di verifica sui turni indicato dalla regione, la cui applicazione, è stato concordato, sarà corretta anche da una multiperiodalità semestrale e sarà monitorata unitamente all’introduzione di eventuali modifiche ai turni concordate con i professionisti; e il riconoscimento, con arretrati da giugno 2018, dell'indennità di disagio degli Operatori Socio sanitari che lavorano nei reparti ad assistenza intensiva e sub intensiva, nonché agli Assistenti Sociali coinvolti nell'assistenza domiciliare; ed un impegno concreto a rivedere l'istituto della Pronta Disponibilità, sia funzionale che economico".

L'accordo prevede "l’individuazione delle tematiche da affrontare nei prossimi mesi tra cui: la definizione del percorso di sviluppo professionale del personale del ruolo sanitario nella categoria D/DS, finanziamento di progetti di miglioramento, omogeneizzazione dei regolamenti mensa missioni e part time, accordo sulle guide di tirocinio e uniformazione della percentuale di finanziamento del fondo alpi indiretta". I sindacati si dicono "soddisfatti del primo risultato", promettendo di "contribuire a delineare un assetto organizzativo che coniughi la soddisfazione professionale degli operatori e lo sviluppo di carriera a livelli assistenziali elevati". 

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