Riproduzione dell' "Albero della vita" di Otranto, progetto presentato anche a Sgarbi

Alla fine degli anni '80 quel mosaico fu restaurato da mosaicisti ravennati guidati dal maestro Carlo Signorini. Quell'opera rappresenta i segni zodiacali e descrive le attività, la vita e il lavoro dell'uomo in rapporto alla natura

Aprendo i lavori dell’incontro che si è svolto mercoledì pomeriggio a Palazzo Rasponi per la presentazione del progetto musivo “Le porte d’Oriente, tessere di sapienza nell’albero della vita”, che impegna gli allievi del liceo Artistico e dell’Accademia nella riproduzione di due particolari del mosaico pavimentale dell’”Albero della vita”, presente nella cattedrale di Otranto per Expo 2015, il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha ringraziato Vittorio Sgarbi e Cristina Mazzavillani Muti per la presenza. “A partire dallo scorso aprile – ha affermato il vicesindaco - abbiamo sottoscritto un accordo tra i Comuni di Otranto e Ravenna per affrontare assieme la riproduzione di una parte del mosaico pavimentale della cattedrale della località pugliese che rappresenta una occasione irripetibile di collegamento con il padiglione Italia dell’Expo 2015, dal momento che il riferimento iconografico e concettuale rappresenta proprio l’albero della vita, immagine riprodotta negli antichi mosaici della cattedrale di Otranto.
 

Alla fine degli anni '80 quel mosaico fu restaurato da mosaicisti ravennati guidati dal maestro Carlo Signorini. Quell’opera rappresenta i segni zodiacali e descrive le attività, la vita e il lavoro dell’uomo in rapporto alla natura, le relazioni tra cibo e arte, tra alimentazione e storia.La riproduzione di parte di essa, grazie all’idea di Marcello Landi, Nino Carnoli, Giovanni Fanti, e il sostegno della Camera di commercio, di Ravenna Festival e quello organizzativo della Fondazione universitaria Flaminia, rappresenta una eccellenza artistica del patrimonio musivo ravennate e infonderà la curiosità necessaria per ampliare la visita all’Expo a mete come Ravenna e Otranto, storici affacci sul mare adriatico.
 

"La simbologia dell’albero della vita nella storia dell’arte, dalle origini ai giorni nostri, è stata presentata anche alle rispettive diocesi, di Otranto e Ravenna, ricevendone il plauso, così come abbiamo in corso contatti con alcune imprese e con la Regione Emilia Romagna per un sostegno economico ai lavori di realizzazione da parte degli studenti del Liceo artistico e dell’Accademia di belle arti, nonché per il convegno internazionale che presenterà a Ravenna i lavori ultimati nell’imminente primavera. Grazie all’amico Vittorio Sgarbi responsabile per le arti visive dell’Expo per la sensibilità dimostrata, e per aver accolto il nostro invito affinché l’Expo si arricchisca di un’opera così importante contribuendo a dare ulteriore notorietà al monumento otrantino e all’indiscussa fama ravennate per l’arte musiva”.
 

Da parte sua Sgarbi, sollecitato dal vicesindaco a pronunciarsi sulla idoneità del progetto intrapreso, è intervenuto esortando i soggetti coinvolti a riprodurre tutto il mosaico pavimentale raffigurante l’albero della vita, per aumentare il grado di visibilità dell’opera in ambito Expo e l’interesse turistico verso Ravenna e Otranto. Ha comunque dimostrato apprezzamento per il progetto dichiarandosi disposto a trovare una idonea collocazione alle riproduzioni dei particolari, i mesi di febbraio e settembre, tra tre possibili luoghi: all’interno o all’esterno del padiglione Italia, o all’interno di uno dei palazzi milanesi inseriti nel percorso artistico suggerito ai visitatori.
 

Prima dell’intervento di Sgarbi sono intervenuti Cristina Mazzavillani Muti, presidente di Ravenna Festival che ha auspicato uno sviluppo delle relazioni di gemellaggio tra Ravenna e Otranto, e il dirigente scolastico del Liceo artistico P.Nervi Marcello Landi che ha spiegato il significato e le origini dell’opera musiva pavimentale della cattedrale di Otranto e le sue analogie con il patrimonio culturale e monumentale della nostra città sotto il profilo artistico e storiografico. Ha espresso inoltre l’auspicio che le copie di questo mosaico realizzato a Ravenna possano in futuro, così come avviene con quelle dei mosaici antichi ravennati, diventare una mostra itinerante.

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