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Tragedia al XV Stormo, i colleghi: "Alessandro era speciale"

Alessandro Musacchio era "una persona speciale, ma soprattutto umile, che con la battuta sempre pronta e un sorriso simpatico otteneva il rispetto di tutti

Redazione14 giugno 2012

“Chi salva una vita salva il mondo intero". Cosi recita un famoso attore hollywoodiano in uno dei tanti film da oscar. “Ed è proprio una vita da oscar, quella di Alessandro, il primo maresciallo Musacchio, Aerosoccorritore del 15° Stormo in forza presso l'81° centro addestramento equipaggi di Cervia – ricordano tutti gli aerosoccorritori dell'Aeronautica Militare -. Una realtà di vita fatta di impegno, preparazione, dedizione al lavoro e alla famiglia”.

“Una persona speciale, ma soprattutto umile, che con la battuta sempre pronta e un sorriso simpatico otteneva il rispetto di tutti – continuano gli amici di Musacchio -. Questo era ed è tuttora Alessandro per tutti i suoi colleghi e per L'Aeronautica intera. Sincero nel comportamento e leale nell animo, sognatore senza eccessi, cercando solo di migliorare  senza mai  prevaricare nessuno. Arruolatosi giovannissimo, aveva scelto subito di investire le proprie energie per un lavoro particolare, riservato a pochi uomini, fatti di poche parole, ma concreti”.

“Lavoro – ricordano ancora gli aerosoccorritori - che consisteva nel salvare vite umane, ovunque esse si fossero trovate, sia in mare che in montagna. Aveva guadagnato il rispetto di tutti attraverso le sue imprese di soccorso, tutte portate a termine; dall'alluvione in Piemonte nel 93 e nel 2000, dove aveva recuperato 50 persone dai tetti delle case, il recupero in mare del ricercatore Montalbini, le missioni a  favore dei terremotati dell'Aquila e più recentemente quello in Emilia”.

Tra le missioni di pace quelle in Somalia, Albania, Kosovo e poi in Iraq. “Aveva partecipato con eccellente esito a molti corsi di formazione sia in Italia che all'estero, ricevendo elogi ed encomi per il suo operato – continuano i militari dell'Aeronautica -. Per la sua preparazione ed esperienza acquisita nel tempo, veniva chiamato "capo team" da tutti , comandante compreso. Dopo il trasferimento sulla base di Cervia nel 2010 non era stato difficile per il comandante dello Stormo affidargli la gestione del Nucleo aerossoccorritori del centro addestramento equipaggi”.

“Compito delicato e di grossa responsabilità, ma che Alessandro portava avanti senza risparmiarsi. Un Uomo, un padre, un marito, un amico che mancherà a tutti. La forza armata perde un pilastro, ma il suo operato, il suo esempio farà da motore per tutti. Questo non è il nostro addio ma il nostro arrivederci. Ciao Alessandro”, termina il salute dei colleghi del XV Stormo.

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