Stoccaggio gas ad Alfonsine: le criticità evidenziate dai cittadini in 7 punti chiave

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha presentato le prime osservazioni in merito al nuovo impianto di stoccaggio gas di Alfonsine targato Stogit

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha presentato le prime osservazioni in merito al nuovo impianto di stoccaggio gas di Alfonsine targato Stogit. Le integrazioni e richieste di chiarimenti sono state avanzate ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, come previsto dalla procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale), e sono in parte frutto del Consiglio dell’Unione tenutosi lo scorso 29 ottobre, che ha visto la partecipazione attiva di numerosi cittadini e comitati.

“Ci siamo fatti portavoce di tutte le osservazioni fatte dai cittadini in queste settimane - hanno dichiarato all’unisono il presidente dell’Unione Raffaele Cortesi, il sindaco di Alfonsine Mauro Venturi e il sindaco referente per l’Ambiente dell’Unione Antonio Pezzi -, in particolare durante gli incontri pubblici di confronto. Come già ribadito più volte, il parere dell’Unione dei Comuni sulla realizzazione dell’opera non potrà prescindere dalla certezza che l’impatto sulle diverse matrici ambientali, sulla salute e sulla sicurezza del territorio siano sostenibili. In particolare, ci preme che l’analisi e le successive valutazioni del progetto vengano effettuate ispirandosi al principio di precauzione”.

Le osservazioni sono riassunte in sette punti e abbracciano tutti gli aspetti del progetto: la strategicità dell’intervento, l’intesa Stato-Regione, gli impatti nella fase di cantiere, gli impatti nella fase di esercizio, l’impatto paesaggistico, i monitoraggi, e infine le garanzie e gli indennizzi. Nello specifico, numerose osservazioni riguardano la fase di cantiere, ritenuta la più impattante, sia per la movimentazione di inerti necessaria, sia per il transito pesante di automezzi in un’area dove le infrastrutture presenti sarebbero inadeguate (per esempio, i ponti sui canali di bonifica sarebbero da adeguare, e così anche numerose strade).

Si passa alle emissioni in atmosfera, con particolare attenzione alle polveri sottili: le emissioni di ossidi di azoto, se confrontate con i dati riportati nel Piano di Risanamento della qualità dell'aria della Provincia di Ravenna, risultano infatti “rilevanti” e non “di bassa entità” come invece riportato nello studio presentato da Stogit. Garanzie anche per l’acqua: si richiede infatti di conoscere se la perforazione e la chiusura dei pozzi possa in qualche modo creare interazioni con la falda acquifera superficiale e profonda.

E’ stata richiesta una valutazione attenta dei possibili effetti sismici sul serbatoio e sui suoi impianti e se, al verificarsi di tali eventi, è previsto (e in che modo), l'immediato arresto di qualsiasi attività; inoltre, è stata richiesta una valutazione sui possibili sismi indotti dallo stoccaggio, stante l'assetto geomorfologico del sottosuolo. Infine, osservazioni sul paesaggio, siccome “dagli elaborati presentati non risulta adeguatamente sviluppato il tema dell'impatto paesaggistico della centrale e dei cluster” e sulle garanzie di indennizzo in caso di danni.

IL PROGETTO DI STOCCAGGIO PROPOSTO DA STOGIT - Il progetto, nel suo complesso, prevede la realizzazione di una nuova Centrale di trattamento e compressione del gas, la quale sarà distinta in due fasi totalmente indipendenti l’una dall’altra e con esercizio non contemporaneo. La “Fase 1”, relativa all’impianto di potenzialità ridotta, finalizzato a ottenere le necessarie informazioni al fine di ottimizzare l’impianto definitivo e la “Fase 2”, relativa all’impianto completo.

Il progetto prevede la messa in esercizio di un pozzo esistente e la perforazione di 19 nuovi pozzi di stoccaggio, ubicati in quattro diverse “Aree Cluster”; la realizzazione di un sistema di condotte di collegamento dei pozzi alla Centrale; la conversione di 4 pozzi esistenti in pozzi di monitoraggio e la chiusura mineraria di 7 pozzi. Nella concessione di Alfonsine stoccaggio sono attualmente presenti 12 pozzi, di cui 10 perforati negli anni 1953-1962 da Eni (Alfonsine 1-2-6-9-12-13-15-18-26-29), uno (Valledane 1) perforato nel 1986 e, infine, il pozzo Alfonsine 33 perforato nel 1995.

Il servizio di stoccaggio si caratterizzerà in genere in due fasi che si alterneranno durante un anno di esercizio: una fase di iniezione, generalmente concentrata nel periodo primavera-estate, durante la quale il gas naturale proveniente dalla Rete nazionale di trasporto viene stoccato all’interno del giacimento nei pozzi di stoccaggio; una fase di erogazione e trattamento, generalmente concentrata nel periodo autunno-inverno, durante la quale il gas naturale viene erogato, trattato e riconsegnato alla Rete nazionale di trasporto. La centrale di stoccaggio gas in progetto si estenderà su di una superficie di circa 3,3 ettari per la “Fase 1”, e di circa 11 ettari per la “Fase 2”. Ciascuna area di impianto è a sua volta costituita da area impianti, area fabbricati, strade e pavimentazioni.

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