Ancora critiche sull'ospedale: "In pronto soccorso situazione al collasso"

Dopo Forza Italia e CambieRà, anche Articolo 1 - Movimento democratico e progressista solleva alcune critiche sull'ospedale di Ravenna

Dopo Forza Italia e CambieRà, anche Articolo 1 - Movimento democratico e progressista solleva alcune critiche sull'ospedale di Ravenna. "Anche quest’anno, nello stesso periodo tra l’altro annunciato, ci ritroviamo a Ravenna con un pronto soccorso in emergenza - spiegano dal movimento - Stracolmo di pazienti ammassati su barelle per 10-11 ore in attesa di un ricovero, senza pasti e con scarsa assistenza alberghiera. Medici, infermieri, oss che si trovano in prima linea a rispondere per una assenza organizzativa facilmente prevedibile. È inaccettabile che si vengano a verificare situazioni cosi indecorose. È necessario che la direzione sanitaria e la politica prendano provvedimenti immediati. Sarebbe d'obbligo ragionare in maniera preventiva nel rispetto dignitoso dei pazienti e degli operatori".

Nei giorni scorsi l'Ausl Romagna aveva replicato alle critiche: "L’apertura del reparto polmone è stata possibile mediante l’utilizzo di un’ala dell’ospedale all’epoca vuota e la profonda ristrutturazione dei vecchi locali ha permesso l’implementazione di un nuovo e ulteriore reparto con personale infermieristico e di supporto dedicati - replicano dalla direzione dell'Ausl Romagna - Riguardo il presunto “danneggiamento” degli interventi chirurgici programmati, preme informare che l’attuale riduzione settimanale delle sedute operatorie è stata fisiologica alla doverosa fruizione, durante il periodo natalizio, delle ferie da parte del personale medico e infermieristico. Tale riduzione, in ragione dell’incremento di ricoveri per il periodo influenzale, potrà essere protratta per un breve periodo ma coinvolgerà i soli interventi a basso livello di gravità e la situazione precedente sarà ripristinata appena possibile. Riguardo la contaminazione con germi antibiotico-resistenti, si anticipa che l’importante impegno garantito da tutto il personale sta producendo trend in costante riduzione del numero di pazienti positivi a batteri produttori, di circa un meno 50%, rispetto al medesimo periodo dell’anno appena trascorso. In ogni caso tutti i pazienti con queste problematiche vengono prontamente isolati secondo procedure. Relativamente alla presunta impreparazione dei medici di pronto soccorso neo-assunti, premesso che la giovane età non è affatto sinonimo di impreparazione, si informa che a fronte dell’ingresso di tali medici, solitamente preparati e motivati, si affianca l’assunzione di medici più esperti e che hanno scelto con grande determinazione proprio il pronto soccorso di Ravenna, per poter accrescere e valorizzare la propria esperienza di gestione dell’urgenza a 360 gradi. Infine, l’effettuazione di consulenze in pronto soccorso da parte di medici internisti è prassi che non si è mai strutturata all’interno del nosocomio ravennate, se non nell’alveo di una collaborazione scontata e sana tra professionisti determinati a garantire la miglior gestione clinico-assistenziale dei pazienti".

"Più in generale il problema dell’affollamento dei reparti internistici durante i mesi invernali a causa dell’elevato numero di pazienti che accedono ai pronto soccorso è fenomeno che non riguarda certamente solo l’ospedale di Ravenna, ma è pressoché ubiquitario - proseguono dall'Ausl - Detto questo non si è mai negato che ci sono state e in parte ci sono tutt’ora difficoltà nei reclutamenti di medici internisti che, nonostante i numerosi e ripetuti bandi di concorso espletati, non hanno ancora consentito non solo di reintegrare ma soprattutto di aumentare, come già da tempo previsto, l’organico di quel reparto. A questo si sta facendo fronte con una serie di azioni tese a fronteggiare questo delicato periodo, le più significative delle quali sono la nomina del nuovo Direttore, individuato all’interno dell’accordo con l’università di Bologna, che prenderà servizio entro gennaio; il reclutamento, da altre graduatorie di concorso, di un gastroenterologo che prenderà servizio i primi di febbraio; la presenza di 2 medici in servizio nelle ore serali, dalle 20 fino all’una di notte; il potenziamento del supporto garantito dai medici di continuità assistenziale, che è pari ad oltre 120 ore settimanali, equivalenti ad oltre 3 medici; il supporto nella gestione della turnistica del reparto da parte di altre medicine aziendali, pur nei limiti consentiti dalla criticità del periodo invernale. Si aggiungono poi l’ulteriore emissione, tutt’ora in atto, di nuovi bandi per reclutare altri medici internisti e una serie di azioni concordate di revisione delle procedure dei ricoveri urgenti da pronto soccorso. Infine, ai vari detrattori di turno è il caso di rammentare che stiamo trattando di problematiche che certo non nascono ieri e rispetto alle quali, anziché assumere atteggiamenti divisivi e strumentali, sarebbe opportuno avere maggiore consapevolezza della loro reale portata e dell’impegno che si sta assicurando per cercare di risolverle".

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