I cittadini sollecitano la riapertura: tornerà a nuova vita la chiesetta di ponte delle Assi

La chiesa compare in una mappa del 1784 redatta da Camillo Morigia e viene denominata chiesina delle madri Tavelle

L’oratorio della Madonna di Pompei, una piccola chiesa detta anche delle “Tavelle”, sospesa in un angolo di via Ravegnana, nei pressi del ponte delle Assi, dove si incontrano i fiumi Uniti, sarà restaurata e riaprirà al culto. La chiesa compare in una mappa del 1784 redatta da Camillo Morigia e viene denominata chiesina delle madri Tavelle, edificata nel 1766 grazie alla munificenza del cardinale Gaetano Fantuzzi (zio dello storico e politico ravennate Marco) come recita l’epigrafe commemorativa esposta nella controfacciata dell’oratorio. Chiusa dal 1994, versa in stato di abbandono, ma molti cittadini, residenti e non nella zona, si sono interessati per sollecitarne restauro e riapertura.

È giunta così in Comune una petizione del cittadino Loris Prati, primo firmatario, e sottoscritta da circa duemila persone, mentre in consiglio comunale la consigliera Maria Cristina Gottarelli del gruppo Pd ha presentato un’interrogazione con la quale chiedeva l’intervento del Comune insieme a quello della Curia, che ne è proprietaria. Appello subito raccolto dall’assessore Cameliani che ha contattato l’Arcidiocesi, disposta a finanziare il progetto già redatto dall’architetto Paolo Focaccia nel 2014, ma impossibilitata a investire risorse economiche nel restauro materiale.

"Ho pensato così a una campagna di crowfunding - ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico  Massimo Cameliani - e devo dire che la risposta non si è fatta attendere. In undici si sono resi disponibili all’intervento tra ditte fornitrici dei materiali e imprese che eseguiranno i lavori, per un’operazione di restauro che diventa anche recupero della memoria storica di Ravenna e dell’identità di tutti quei cittadini che nella chiesetta hanno vissuto momenti importanti della loro vita. Il restauro rappresenta il recupero e la valorizzazione di un luogo significativo per il nostro territorio anche per la sua collocazione in un punto di grande passaggio, all’ ingresso della città". Il valore dei lavori si aggira intorno ai 130 mila euro.

"Il progetto - ha rappresentato Focaccia - prevede, pur considerando le minime dimensioni dell’edificio, una serie di interventi organici di consolidamento strutturale e conservazione delle membrature architettoniche, secondo criteri di conservazione, minor invasività e maggiore reversibilità possibili, secondo le concrete situazioni in situ. L’edificio è interessato da alcuni fenomeni di dissento statico che richiedono interventi di consolidamento in fondazione, agli alzati delle murature in laterizio e specialmente al tetto ligneo, ove se ne prevede il completo smontaggio, una cerchiatura metallica perimetrale sopra i cornicioni, la parziale sostituzione di alcune travi lignee, il rimontaggio completo dei manti di copertura".

"Sono poi previsti interventi per risolvere i problemi legati al degrado di intonaci e pavimenti con interventi di deumidificazione e opere di conservazione di stucchi, controsoffitti in arellato di canne palustri, serramenti in legno, intonaci a calce, alle tinte, nella loro delicata stratigrafia. Attenzione è dedicata anche all’esterno con la creazione di un nuovo muretto di contenimento delle scarpata verso strada e la ricostruzione della scaletta di accesso, si prevede infine una nuova pavimentazione perimetrale per rendere meglio fruibile la piccola area residua circostante e una siepe di separazione per delimitare meglio il piccolo ambito”, conclude Focaccia. È possibile che i lavori abbiano inizio tra maggio e giugno.

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