Da Barletta a Capo Nord in bicicletta con tappa a Ravenna: 5000 km per aiutare il Kenya

183 giorni in sella alla sua bicicletta con un bagaglio composto da dieci magliette, una tuta, due paia di scarpe e poco più: il tutto per sostenere un'iniziativa benefica in Kenya

Antonella Gentile

Cinquemila chilometri percorsi in 183 giorni in sella alla sua bicicletta con un bagaglio composto da dieci magliette, una tuta, due paia di scarpe e poco più, il tutto per sostenere un'iniziativa benefica in Kenya: è l'incredibile avventura di Antonella Gentile, una 33enne di Barletta laureanda in lingue orientali che ha deciso di partire in bicicletta da Roma per arrivare fino a Capo Nord, all'estremità della Norvegia. Secondo il "piano di viaggio", Antonella avrebbe dovuto percorrere 3500 chilometri, ma è stata costretta a effettuare alcune deviazioni che hanno allungato la "pedalata", attraversando Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia, per arrivare a Capo Nord dopo quattro mesi e mezzo.

"Ho sempre viaggiato sin da bambina, ma quest'anno ho deciso di sperimentare un viaggio lento in bici che mi desse la possibilità di scrutare ogni minimo particolare, un percorso attraverso il quale avrei avuto l'opportunità di conoscere tante persone e di toccare con mano le tradizioni e la cultura dei posti da cui sarei passata - racconta Antonella, che è partita il 17 giugno e ha da poco fatto ritorno a casa - Ho scelto Capo Nord perchè non avevo mai visitato la Danimarca, la Svezia e la Norvegia e Capo Nord rappresenta una meta simbolica, il punto più estremo della Norvegia. Quella per la bicicletta è una passione che ho scoperto solo di recente: l'anno scorso ho viaggiato in sella dalla Puglia fino al Lazio".

Quello che ha affrontato Antonella è senza dubbio un percorso impegnativo: "Non ho mai forato durante il viaggio ed è stata una vera fortuna, ma sono caduta quando si sono rotti i freni della bici e sono stata anche in pronto soccorso a causa di questo incidente. Ho spesso trovato pioggia e freddo e raramente neve. Ho pedalato finchè ho potuto, indossando vestiti pesanti, ma gli ultimi 370 chilometri li ho fatti in auto e in autobus perchè le temperature erano diventate proibitive e le strade impraticabili, dovendo affrontare tutto con una city bike. Con me avevo una tenda e molte volte ho dormito nei campeggi, dove ci sono sempre docce e di solito c'è anche la cucina. Molte strutture mi hanno offerto ospitalità gratuita e ho avuto anche la possibilità attraverso alcuni siti di essere ospitata da gente del posto. E' stata un'esperienza bellissima perchè grazie a queste persone sono venuta a contatto con la loro cultura, le loro tradizioni e ho imparato anche qualche parolina nella loro lingua. Non sempre però sono riuscita a trovare ospitalità: a volte ho dormito negli hotel autofinanziandomi le spese. Spesso ho mangiato con la gente del posto, altre volte ho cucinato; quando non ne ho avuto la possibilità, ho fatto la spesa nei supermercati e ho mangiato frutta e panini".

Il viaggio di Antonella, che ha aperto la pagina Facebook "I miei viaggi in Italia e nel mondo", prende spunto da una pubblicità in cui la giovane si è imbattuta proprio su Facebook. "C'era una pubblicità di Amref, African Medical and Research Foundation, nella quale si parlava di donne costrette a camminare per tanti chilometri per attingere acqua dai pozzi. Ho pensato al fatto che esistono viaggiatori come me che hanno la possibilità di viaggiare per divertimento e "viaggiatori" che, invece, camminano per necessità. Pensando a queste persone ho deciso di sostenere un'iniziativa di Amref finalizzata all'apertura di pozzi in alcune parti dell'Africa e in particolare in Kenya, dove la gente non ha la nostra stessa fortuna di bere con un semplice gesto come aprire un rubinetto". Da qui l'idea di affrontare il viaggio per contribuire alla raccolta fondi organizzata dall'associazione.

Antonella, durante il suo lungo viaggio, è passata anche da Ravenna, dove si è fermata per due giorni ospite da un'amica. "Sono arrivata in città il 5 luglio e ho pensato valesse la pena visitarla. Ho visitato il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani, la Tomba di Dante, il Duomo e Sant'Apollinare Nuovo che mi ha colpito tantissimo per i suoi meravigliosi mosaici. Mi sono concessa anche una giornata al mare a Marina di Ravenna per rilassarmi un po'. Ravenna è sicuramente una delle città più belle di questo viaggio che porterò nel cuore". Antonella commenta poi la situazione delle piste ciclabili, una questione molto sentita a Ravenna. "Ho percorso la strada Adriatica da Rimini a Ravenna ed è stato pericoloso attraversarla in bici. A Ravenna, tuttavia, ho trovato molte piste ciclabili che, sebbene non siano continuative, sono più numerose rispetto ad altre città italiane dove c'è da segnalare totale assenza di piste ciclabili o mancanza di manutenzione: in realtà, in Italia ho percorso meravigliose piste ciclabili solo nel tratto San Giacomo-Assisi e in Friuli. Ravenna, sebbene sia più all'avanguardia di altre città italiane, è ben lontana da paesi come Austria, Germania, Danimarca e Svezia, che possono considerarsi davvero paradisiaci per i ciclisti". Ma non è l'unico problema "italiano" che Antonella ha dovuto affrontare: "Per tornare a casa sono salita su un furgoncino insieme a due italiani che, dalla Norvegia, tornavano nel nord Italia per sposarsi. Da Milano, poi, ho raggiunto Barletta spostandomi con diversi treni regionali, perchè purtroppo non è semplice portare biciclette sui treni ad alta velocità. Credo che Trenitalia dovrebbe fare qualcosa per rendere più semplice la vita dei ciclisti".

Ma Antonella non ha intenzione di fermarsi e, infatti, ha già deciso quale sarà il suo prossimo viaggio: "Sto scrivendo un libro su questa esperienza, che unisce le mie tre grandi passioni: i viaggi, la bicicletta e la scrittura. Una volta pubblicato, vorrei presentarlo in librerie, scuole e biblioteche in tutta Italia percorrendola in bicicletta".

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