Con la tattica della 'finta bomba' rapina banca e supermarket: arrestato

Si receva a Ravenna 'in trasferta' per compiere le rapine, messe a segno due volte su due con lo stratagemma della finta bomba

Un'immagine delle telecamere della rapina in banca

Si receva a Ravenna 'in trasferta' per compiere le rapine, messe a segno due volte su due con lo stratagemma della finta bomba. Il personale della squadra mobile di Ravenna, insieme a quello della squadra mobile di Roma, nella notte tra lunedì e martedì ha arrestato il presunto responsabile di due rapina avvenute recentemente a Ravenna, quella del 20 febbraio alla Coop di via Aquileia e quella del 16 aprile alla Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna di via Sant'Alberto. L'arresto è avvenuto su provvedimento di fermo d'indiziato di delitto della Procura della Repubblica, Pm Marilù Gattelli, firmato lunedì mattina. L'uomo, un 48enne leccese, si trovava in un bar di Santa Marinella, nella provincia di Roma, dove gli agenti lo hanno raggiunto e tratto in arresto.

Il 48enne - indiziato dei delitti di rapina aggravata continuata e lesioni aggravate, avendo commesso i fatti minacciando i dipendenti (nel
primo caso con una pistola e nel secondo ferendo una cassiera con il cutter usato per minacciarla, che ha riportato una prognosi di 30 giorni) - era già noto alle forze dell'ordine: nel 1993, infatti, avrebbe partecipato a un omicidio che gli costò nove anni di reclusione. 'Vanta' un cumulo di pene di oltre 50 episodi delittuosi, tra i quali reati contro il patrimonio, in materia di stupefacenti, falso e porto d'armi abusivo, oltre ad avere, secondo gli inquirenti, contatti con persone facenti parte della criminalità organizzata pugliese. Da una prima ricostruzione si sarebbe scoperto che l'uomo, scarcerato a ottobre 2017, si recava in trasferta a Ravenna per compiere le sue rapine, in alcuni casi (come quello della banca) anche a volto scoperto, forse non temendo di poter essere riconosciuto. In entrambi i casi il leccese ha escogitato un sistema di 'finta bomba', lasciando sul posto come diversivo un artefatto simulante un congegno al plastico, risultato inerte, per poi fuggire a piedi. Ora si sta lavorando per ricostruire i suoi movimenti nel territorio, che ha dimostrato di conoscere molto bene, e sugli eventuali contatti che potrebbe avere nel ravennate. L'uomo si trova nel carcere di Civitavecchia.

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