Lo scippatore seriale delle donne ha un volto: l'impronta di una vittima lo inchioda

L’accurato sopralluogo effettuato dalla Polizia Scientifica ha permesso di rinvenire, sulla visiera del casco abbandonato, un frammento di impronta papillare utile per le indagini

Foto di Massimo Argnani

E' accusa di aver commesso rapine e furti lo scorso settembre. Gli agenti della Squadra Mobile di Ravenna, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, al termine di un'attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore Lucrezia Ciriello, hanno assicurato alla giustizia un 45enne con le accuse di rapina, furto aggravato in continuazione e ricettazione. Le indagini sono iniziate in seguito all’improvvisa escalation di furti con strappo registrata nel mese di settembre a Ravenna, reati commessi con lo stesso modus operandi. I colpi sono stati messi a segno il 19 settembre in via Ponte Marino, l'indomani in via Falier, mentre il 23 settembre si è trattata di una tentata rapina aggravato in via Di Roma.

I detective hanno accertato che i furti erano stessi messi in atto da una persona che viaggiava a bordo di uno scooter di grossa cilindrata di colore chiaro. Il ladro si avvicinava alle vittime con discrezione, esclusivamente donne in sella alla bicicletta, per poi derubarle della borsa prelevandola con un gesto repentino dal cestino della bici. In un’occasione la vittima è riuscita a resistere al tentativo di furto opponendosi al malfattore, rovinando a terra insieme a quest’ultimo; nella circostanza il malvivente, dopo essersi rialzato, è fuggito a piedi abbandonando a terra il ciclomotore e il casco che indossava. Sul posto era intervenuto un equipaggio della Polizia Municipale, che in seguito ha interessato la Squadra Mobile di Ravenna.

L’accurato sopralluogo effettuato dalla Polizia Scientifica ha permesso di rinvenire, sulla visiera del casco abbandonato, un frammento di impronta papillare utile per le indagini. Inoltre, durante l’ispezione del motociclo, i poliziotti hanno recuperato quattro telefoni cellulari e lo scontrino di un acquisto effettuato il giorno prima in un esercizio commerciale di Ferrara, dove, grazie alla collaborazione degli investigatori di quella Squadra Mobile, sono state immediatamente acquisite le immagini che ritraevano un uomo, ritenuto il probabile autore dei reati in questione.

I fotogrammi sono stati scupolosamente analizzati dalla Polizia Scientifica e processati mediante il Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini. Questo sistema di riconoscimento facciale, in grado di comparare le immagini campione con quelle presenti nell’archivio delle persone fotosegnalate, ha permesso di individuare il presunto autore dei gravi fatti delittuosi; i successivi accertamenti effettuati dai “dattiloscopisti” della Polizia Scientifica sul frammento d’impronta evidenziato nella visiera del casco, hanno permesso di confermarne l’appartenenza al 45enne, collocandolo così sulla scena del crimine in quella data; l’uomo, all’epoca dei fatti, peraltro era evaso dalla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico che stava scontando in Toscana. I gravi elementi probatori raccolti dai poliziotti hanno consentito alla magistratura inquirente di richiedere l’emissione della misura cautelare nei confronti dell'individuo, provvedimento che è stato eseguito venerdì nella casa circondariale di Rimini, ove il 45enne si trovava ristretto per altra causa.

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Foto di Massimo Argnani

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