Appalto miliardario per la gestione dei rifiuti: ma i sindacati sono preoccupati

Sono scaduti i termini per partecipare all’appalto per la gestione rifiuti pubblicato dall’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir)

Da Atersir appalto da un miliardo e 300 milioni di euro per la gestione rifiuti. Sono scaduti i termini per partecipare all’appalto per la gestione rifiuti pubblicato dall’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir). L’affidamento riguarda un orizzonte temporale di 15 anni per un ammontare complessivo di circa un miliardo e 300 milioni di euro. È giunta un’unica offerta – rappresentata da un’associazione temporanea d’impresa (Ati) costituita da Hera, Ciclat, Formula-Ambiente e cooperazione sociale - che è in fase di valutazione da una commissione di esperti esterni ad Atersir. Se l’offerta sarà ritenuta idonea, procederanno poi con l’affidamento.

"L’appalto riguarda un servizio fondamentale per il territorio e per lo svolgimento del quale sono impiegati centinaia di lavoratori - commentano i rappresentanti di Fp Cgil e Uiltrasporti - La nostra speranza è che con il nuovo affidamento si possa definitivamente cambiare pagina, risolvendo tutte le questioni rimaste in sospeso da quando è scoppiato il bubbone Aimeri. I ravennati si ricorderanno bene le settimane in cui i cassonetti del territorio traboccavano di rifiuti. Da allora è stata fatto un affidamento diretto per il servizio, poi Hera ha bandito gare di appalto che sono andate deserte. Molte problematiche non sono state risolte e, purtroppo, dobbiamo segnalare fatti recenti che destano molto preoccupazione e ci fanno dubitare della realtà volontà dell’Ati (che ha presentato l’unica offerta nel bando) di risolvere i problemi esistenti. I timori sono alimentati da quanto sta avvenendo in Ecotrash Company, azienda che fa parte dell’Ati e che applica il contratto Fise (contratto collettivo nazionale di Lavoro Igiene Ambientale) ai propri dipendenti. Di punto in bianco Ecotrash Company - aggiungono i sindacati - ha deciso di affidare i suoi dipendenti, impegnati nel servizio raccolta porta a porta, a una cooperativa sociale imponendogli normative peggiorative rispetto al contratto precedente".

All’accordo di trasferimento si sono opposte Fp Cgil e Uiltrasporti, che hanno deciso di non firmarlo: "Questi sono segnali non ci lasciano tranquilli, non solo per i lavoratori che stanno subendo la decisione dell'azienda, ma anche in vista di tutto quello che avverrà in seguito al nuovo affidamento per il periodo di 15 anni. Se queste sono le premesse, il futuro contrattuale dei lavoratori del comparto presenta molte incognite. Il riconoscimento del contratto Fise è un punto di partenza non negoziabile per tutta una serie di mansioni. Non possiamo accettare una logica al ribasso che passa dal fare convogliare i lavoratori nei contratti della cooperazione sociale. Fp Cgil e Uiltrasporti proseguiranno nella loro difesa dei diritti dei lavoratori, preservando i giusti riconoscimenti e professionalità delle persone impegnate nel comparto. Continueremo a vigilare al fianco dei lavoratori perché le professionalità siano riconosciute e diffidiamo a coinvolgere Fp Cgil e Uiltrasporti in polemiche politiche, che rischiano di danneggiare i lavoratori e non sono peraltro supportate da un’adeguata conoscenza della materia".

La replica della Pigna

"Quelle dei sindacati che esprimono preoccupazione per la possibilità di non riconoscere ai lavoratori il contratto Fise nel nuovo appalto sono lacrime di coccodrillo - replica la capogruppo della Pigna in consiglio comunale Veronica Verlicchi - Sono infatti gli stessi sindacati che hanno spinto i lavoratori, nel passaggio da Aimeri (che applicava loro il Fise) alle coop, ad accettare il più sfavorevole contratto delle cooperative sociali. E sono sempre quei sindacati che hanno convinto i lavoratori a sottoscrivere, favorendo un vergognoso accordo, una transazione con le cooperative per cui lavoravano e accettare un compenso a dir poco misero. Transazione che la recente sentenza della Corte di Cassazione può scardinare riaprendo la possibilità ai lavoratori di ricevere tutte le loro giuste spettanze. La Pigna, su richiesta di lavoratori dell’igiene ambientale di tutta la Romagna, ha offerto a questi ultimi informazione e assistenza legale per vedersi riconosciute le loro spettanze economiche arretrate e l’applicazione del Fise, senza se e senza ma. Al sindacato non resta che recitare il mea cupa perché se i lavoratori in questi decenni sono stati sfruttati e penalizzati, una parte importante della responsabilità é anche loro".

La replica di Fisascat Cisl

"I quattro lavoratori della Ecotrash Company, che dal 1 febbraio sono stati trasferiti alla cooperativa Comill di Lugo, mantengono a piena retribuzione e tutte le garanzie contrattuali del contratto nazionale del settore servizi ambientali Fise". Esordisce così Silvia Foschini della Fisascat Cisl, il sindacato della Cisl che tutela i lavoratori delle cooperative, nel commentare la vicenda. "Sorprende che qualcuno abbia dimenticato ciò che è accaduto appena un mese fa - afferma decisa la sindacalista - quando le federazioni di Cgil, Cisl, Uil hanno convocato l'assemblea dei dipendenti, hanno illustrato i termini dell'accordo e i lavoratori hanno votato all'unanimità dando delega alla firma dell'accordo sindacale. Addirittura il rappresentante della Cgil ha dichiarato nell’incontro con l’azienda e nel corso dell'assemblea il suo parere positivo sull'intesa definendola tutelante per i lavoratori, pur affermando immediatamente dopo che non avrebbe potuto firmarlo per motivi di organizzazione. La Uil Fp, invece, ha provveduto a siglare l'accordo, ma passati pochi giorni un rappresentante della Uil ora lo disconosce."

"Il fatto sconcertante - prosegue la sindacalista cislina - è che un accordo simile era stato firmato dalle stesse persone di Cgil, Cisl e Uil il 27 aprile del 2017 e riguardava ben 70 lavoratori circa. Alla Cisl interessa solo una cosa: la tutela dei lavoratori, e in questo caso, come anche due anni fa, i lavoratori che passano alle cooperative mantengono la piena retribuzione e tutte le garanzie contrattuali del contratto nazionale di settore Fise. Non ci interessa entrare nelle motivazioni che spingono altre organizzazioni a non firmare o a disconoscere la propria firma, le rispettiamo anche se non le condividiamo, ma non accettiamo che ci sia una mistificazione della realtà dei fatti per non assumersi le proprie responsabilità davanti ai lavoratori e all'opinione pubblica".

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