La Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria di Ravenna ha incontrato i dirigenti dell’Irst Irccs di Meldola, direttore scientifico, Dino Amadori, direttore generale, Mario Tubertini e Mattia Altini, direttore sanitario, i primari e i dirigenti dell’Ausl di Ravenna, protagonisti dei progetti di lavoro dell’Irst- Irccs, che vedono definirsi il percorso di collaborazione diffusa fra le oncologie romagnole che porterà ad identificare l'istituto di Meldola quale punto di eccellenza di tutto il nostro territorio per la cura di tali patologie .
Nel corso dell’incontro, il presidente della Conferenza, Claudio Casadio , e anche i sindaci presenti, hanno ribadito l’importanza di garantire i principi di prossimità dei servizi di prevenzione, diagnosi e terapia entrati nella routine assistenziale. Hanno, altresì , sollecitato l’Azienda Usl di Ravenna, a potenziare l’integrazione con l’Irccs allo scopo di aumentare le opportunità diagnostiche terapeutiche correlate a trattamenti innovativi e sperimentali nei confronti delle persone ammalate di tumore.
L’integrazione dovrà fare in modo che, nell’ambito generale dei servizi, i punti di alta qualità non siano considerati solo un elemento proprio a ciascuna realtà territoriale, ma possano essere valorizzati come un patrimonio della Romagna e dell’intera Regione. In sostanza, così come è stato per il progetto del Laboratorio Unico di Pievesestina e per la Centrale Unica Romagna Soccorso, l’obiettivo dell’integrazione con l’Irccs di Meldola deve essere finalizzato a garantire uno sviluppo organizzato e integrato della rete oncologica delle quattro aziende romagnole, mettendo in sinergia l’insieme delle risorse tecnologiche, professionali, migliorando il risultato in termini di omogeneità di trattamento su tutto il territorio.
In altri termini si tratta di rendere disponibili a tutta la popolazione quei trattamenti che possono contare su competenze di elevata specializzazione su tecnologie emergenti, innovative o particolarmente sofisticate, che per la loro natura, il loro costo o la loro complessità, non possono essere disponibili su tutto il territorio. Gli sforzi dovranno essere orientati a diminuire quanto più possibile, le componenti burocratiche - amministrative, che troppo spesso assorbono energie a discapito degli interventi di miglioramento dell’accessibilità e continuità dell’assistenza alle persone. Questo progetto può essere un esempio concreto di quella collaborazione e alleanza tra territori per la più alta qualità dei servizi che la Conferenza ritiene sempre più indispensabile.
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