Azzardopatia: scatta il divieto di sale da gioco e slot vicino a scuole, chiese e ospedali

La consigliera regionale Pd Manuela Rontini: "Un vincolo che abbiamo fortemente voluto per cercare di arginare la piaga sociale del gioco d'azzardo patologico che divora mediamente 1800 euro all'anno per ogni cittadino emiliano-romagnolo"

Dal 16 giugno è operativo il divieto di sale da gioco e scommessa entro un limite di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole di ogni ordine e grado, strutture sanitarie e luoghi di culto. “Il limite è stato inserito nel Testo Unico sulla Legalità grazie a un emendamento, da me sottoscritto, presentato dalla collega Valentina Ravaioli e che poi venne approvato all’unanimità dall’Assemblea Legislativa – ricorda la consigliera regionale Pd Manuela Rontini – Un vincolo che abbiamo fortemente voluto per cercare di arginare la piaga sociale del gioco d’azzardo patologico che divora mediamente 1800 euro all’anno per ogni cittadino emiliano-romagnolo”.

“In provincia di Ravenna – aggiunge la consigliera –  si brucia ogni anno il 4,5% del Pil. Particolarmente esposti sono i giovani e coloro che vivono una condizione di fragilità. Ecco il motivo per voler evitare che vicino ai luoghi più frequentati da ragazzi e ragazze e da persone che ricorrono a cure o ai servizi socio-sanitari possano esserci slot o macchinette per il gioco. La richiesta di agire non solo sul versante del contrasto e della cura, ma anche della prevenzione all’azzardo patologico ci è arrivata dai nostri amministratori locali. In assenza di un quadro normativo nazionale chiaro, lamentavano di non avere strumenti efficaci contro il proliferare di sale da gioco e scommesse. A Faenza il primo ordine del giorno approvato sul tema risale al 2013, l’ultimo a dicembre 2016. Ed è di pochi mesi fa l’iniziativa Slotmob organizzata dal Movimento dei Focolari insieme all’associazione Sportiva Disabili, Avulss, Caritas/Farsi Prossimo, Centro diocesano per la Pastorale familiare, Cisl Romagna, Libera e Ordine francescano secolare”.

Adesso ogni Comune ha sei mesi di tempo per procedere alla mappatura dei luoghi sensibili nel proprio territorio; successivamente avrà altri sei mesi di tempo per comunicare ai titolari delle sale gioco e delle sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio i provvedimenti di chiusura e ai titolari di bar e altri esercizi con macchinette slot il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti alla loro scadenza. “Il periodo di sei mesi tra la fine della mappatura e l’adozione dei provvedimenti di chiusura – specifica in conclusione Rontini – è previsto proprio per contemperare esigenze di salute pubblica con la continuità occupazionale di chi è impiegato negli esercizi soggetti a chiusura”.

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