Badante uccise un'anziana perché "spinta dai vampiri": già fuori dopo un anno

Assassina esce dalla reclusione dopo solo un anno e mezzo. E' quanto è accaduto a Ravenna. Nataliya Synyshyn aveva ucciso a coltellate l'anziana donna che da tre mesi accudiva a Ravenna perché, a suo dire, spinta dai vampiri

Assassina esce dalla reclusione dopo solo un anno e mezzo. E’  quanto è accaduto a Ravenna. Nataliya Synyshyn aveva ucciso a coltellate l'anziana donna che da tre mesi accudiva a Ravenna perché, a suo dire, spinta dai vampiri. E' tornata libera dopo solo poco più di un anno e mezzo di ospedale psichiatrico giudiziario la 32enne badante ucraina assolta perché "incapace d'intendere e volere".

La giovane - come riportato dalla stampa locale - è già nel suo Paese grazie ad alcuni parenti che l'hanno accompagnata dal centro di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, dove si trovava. La vittima - Elsa Morigi, di 81 anni - era stata colpita in casa la notte del 14 marzo 2011 con dieci coltellate di cui tre fatali alla gola. I vigili del Fuoco, arrivati per l'apertura porta, avevano fatto in tempo a vedere la giovane a cavalcioni sull'anziana mentre la colpiva ridendo istericamente. La badante si era quindi buttata dal balcone del primo piano ma era stata subito arrestata dai carabinieri.

Due psichiatri - uno incaricato dal Pm, l'altro dal Gip - avevano accertato che la ragazza era incapace di intendere e volere. E la versione da lei raccontata fatta di occhi di vampiri che la fissavano nel buio, era manifestazione di un delirio di persecuzione: non a caso era stata scelta la figura del vampiro, entità che secondo la tradizione ucraina succhia energia alle persone. La giovane, difesa dall'avvocato Silvia Fantin, nel novembre scorso era stata quindi assolta con l'obbligo di rimanere nell'ospedale psichiatrico per almeno sei anni. Ai figli della vittima, tutelati dagli avvocati Carlo Benini e Silvia Brandolini, era stato riconosciuto un risarcimento di 50 mila euro. Più di recente il giudice di Sorveglianza, sulla base degli ultimi referti medici, non ha ravvisato per lei più nessuna sussistenza di pericolosità sociale. Dovrà però sottoporsi a controlli periodici in un centro a pochi chilometri da casa, in Ucraina.

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