I bambini di Treia "adottati" dopo il terremoto in visita a Ravenna: "La solidarietà dev'essere contagiosa"

Le scuole di Treia sono state "adottate" da Ravenna a seguito delle scosse di terremoto dello scorso anno, che hanno gravemente danneggiato gli stabili rendendoli inagibili

L'assessore all’istruzione Ouidad Bakkali, insieme a rappresentati dell’associazione di volontariato di Protezione civile Mistral, ha incontrato in piazza San Francesco circa 70 ragazzi della scuola media dell'istituto comprensivo Paladini di Treia, in provincia di Macerata. Gli studenti si trovavano in visita ai monumenti, accompagnati dal professor Federico Teloni e da altri tre docenti.

Le scuole di Treia sono state “adottate” dalla nostra città a seguito delle scosse di terremoto dello scorso anno, che hanno gravemente danneggiato gli stabili rendendoli inagibili. L’associazione Mistral e il comune di Ravenna hanno organizzato una raccolta di materiale didattico a favore dell’istituto comprensivo Paladini, composto da due scuole secondarie di primo grado, due scuole primarie e una scuola dell’infanzia. Grazie all’interessamento di Ravenna Incoming e alla disponibilità della curia, i ragazzi hanno potuto visitare gratuitamente i monumenti, anche le due guide turistiche dell'associazione “Oriente e Occidente” hanno svolto il loro servizio di guida alla città gratuitamente.

L'assessore ha consegnato agli studenti un opuscolo a fumetti sulla storia di Ravenna, mentre Alessandro Tartarelli, bambino promosso “sindaco del consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Treia”, ha letto una commovente lettera di ringraziamento indirizzata all'amministrazione di Ravenna, a Mistral e ai cittadini ravennati. "In questo momento il mio pensiero ritorna anche a quei drammatici giorni del terremoto: interminabile, imprevedibile, violento - scrive il piccolo Alessandro - Con i miei insegnanti abbiamo tante volte discusso e rielaborato quanto accaduto scrivendo temi, articoli, facendo disegni. Tutto è servito per allontanarsi dal terremoto e ritornare a vivere una vita normale, anche a scuola. Da questi esempi di solidarietà deve nascere altra solidarietà. Solo in questo percorso riusciremo a costruire una società migliore, dove tra qualche anno saremo dei veri protagonisti".

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