Bassa Romagna, sonde nelle aree di stoccaggio: riveleranno anche i microsismi

La rete di monitoraggio, che entrerà in esercizio nell’estate 2018, verrà integrata nel sistema di rilevamento sismico nazionale e i dati saranno gestiti dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)

Al via la realizzazione di una rete di monitoraggio microsismico nell’area attorno alla concessione di stoccaggio gas di San Potito e Cotignola. Lo annunciano l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e la società Edison Stoccaggio, specificando che i lavori interesseranno i comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Lugo e Russi. La rete di monitoraggio, che entrerà in esercizio nell’estate 2018, verrà integrata nel sistema di rilevamento sismico nazionale e i dati saranno gestiti dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). La rete consentirà di rilevare e localizzare in tempo reale eventi sismici anche di bassa magnitudo (tra 0 e 1 gradi di magnitudo) che si dovessero verificare in prossimità dei giacimenti di stoccaggio.

Il progetto, sviluppato da Edison Stoccaggio in collaborazione con l’Università di Bologna e in coordinamento con il Ministero della Sviluppo economico, rientra nel quadro dell’implementazione delle linee guida in tema di monitoraggio sismico definite dal Ministero dello Sviluppo economico nel 2014, e prevede vengano posizionate 15 sonde di rilevamento sismico, sia in superficie, sia all’interno di pozzi, in un raggio di circa 10 km dai giacimenti di stoccaggio gas di Edison Stoccaggio. Una volta in esercizio, la rete permetterà di migliorare le conoscenze scientifiche sulla sismicità della Bassa Romagna e costituirà un’ulteriore misura di controllo del territorio.
 

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