Berkan B affondata: "Sarà rimossa entro l'anno, ma non sarà semplice"

La Berkan B semiaffondata nel canale Piomboni dovrebbe essere rimossa entro la fine dell'anno. E' quanto ha spiegato venerdì pomeriggio il presidente dell'Autorità di sistema portuale Daniele Rossi

Foto Massimo Argnani

La Berkan B semiaffondata nel canale Piomboni dovrebbe essere rimossa entro la fine dell'anno. E' quanto ha spiegato venerdì pomeriggio il presidente dell'Autorità di sistema portuale Daniele Rossi in merito alla nave che, fin dal 2010, è stata posta sotto sequestro conservativo dal Tribunale civile di Ravenna.

La Berkan B, di cui si è parlato a lungo negli ultimi mesi, rimase sequestrata sino al novembre del 2016, quando una società se la aggiudicò all’asta giudiziaria. Tale società, dopo poche settimane, la vendette ad altra società, la quale presentò le richieste di concessione dell’area per procedere alla demolizione in loco del relitto. Dopo qualche mese dall’inizio dei lavori di demolizione, la società proprietaria comunicò di avere ceduto la stessa imbarcazione a un altro soggetto. A questo stesso periodo – marzo 2018 – risale un sopralluogo dell’Ausl, dal quale emersero le numerose violazioni di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro che portaroo al sequestro preventivo del relitto della Berkan B disposto dal Gip di Ravenna.

"Da quel momento si è provveduto, da un lato, a ingiungere al proprietario del relitto e alla società concessionaria la rimissione in pristino dell’area e, dall’altro, dal mese di luglio 2018 a compiere numerosi e regolari interventi di controllo con posizionamento di panne galleggianti allo scopo di prevenire rischi di carattere ambientale, come richiesto dalla Capitaneria di Porto - spiega Rossi - Da allora la Berkan B è stata anche oggetto di una costante attività di monitoraggio dello stato dei luoghi effettuata in sinergia con la Capitaneria di Porto di Ravenna. A causa del progressivo peggioramento delle condizioni del relitto, accertato tramite le attività di monitoraggio svolte, nell’ottobre 2018 l’Autorità Portuale avanzò istanza al Tribunale di Ravenna richiedendo di essere autorizzata ad accedere al relitto sotto sequestro al fine di porre in essere gli interventi necessari alla messa in sicurezza dello stesso. Ottenuta tale autorizzazione ed effettuati diversi sopralluoghi con gli altri Enti coinvolti (Capitaneria di Porto e Ausl) l’Autorità fu in grado, nel gennaio 2019, di produrre il progetto per la messa in sicurezza del relitto. Sono stati infatti necessari oltre due mesi solo per riuscire a recuperare parte dei disegni strutturali della Berkan B dai registri navali della Turchia, indispensabili per la redazione del progetto di intervento e per la predisposizione del relativo bando di gara".

Ma mentre si stava predisponendo la procedura di gara, a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni di stabilità del relitto, nel febbraio del 2019 vi fu una fuoriuscita di una sostanza oleosa che rimase contenuta all’interno delle panne galleggianti già precedentemente posizionate. "A questo punto, anche dietro richiesta della competente Capitaneria di Porto, vista la sopravvenuta criticità della situazione, l’Autorità Portuale provvedette ad attivare con procedura di somma urgenza le imprese incaricate di mettere in sicurezza il relitto - continua il presidente - Il 5 marzo, immediatamente prima che si completassero le operazioni di messa in sicurezza, il relitto della Berkan B affondò parzialmente; ciononostante, l’attività intrapresa venne ultimata con modalità adeguate alla mutata situazione di fatto. Contestualmente, sempre su richiesta della Capitaneria di Porto, venne disposto il posizionamento di un’ulteriore fila di panne d’altura mentre prosegue l’attività di monitoraggio da parte di questa Autorità, della stessa Capitaneria nonché della società concessionaria del servizio antinquinamento nel Porto di Ravenna".

L’attività di recupero, bonifica e demolizione e riciclaggio del relitto della Berkan B verrà assegnata a seguito di una gara aperta a operatori internazionali il cui bando sarà predisposto sulla base di un progetto redatto da specialisti in collaborazione con i tecnici dell’Autorità Portuale. "Considerata la complessità delle operazioni da porre in essere, la gara sarà indirizzata a società con esperienza consolidata nel recupero di relitti e/o in attività di salvage - conclude Rossi - Il recupero si presenta inusualmente difficoltos  rispetto a casi simili, a causa della mancanza di informazioni circa il reale stato della nave e l’eventuale presenza di materiali inquinanti, oltre che dalla non ortodossa pregressa operazione di demolizione che ne ha irrimediabilmente indebolito la struttura fino a provocarne il collasso. La difficoltà nel reperire molte informazioni fondamentali derivano dalla impossibilità di ispezionare l’interno del relitto per motivi di sicurezza; le sole rilevazioni e controlli possibili sono stati infatti effettuati mediante robot sottomarino. Il progetto definitivo di recupero e smaltimento sarà perfezionato nelle prossime settimane per poterlo subito dopo condividere con tutti gli Enti competenti. Di seguito verranno intraprese tutte le procedure previste dalla legge per l’affidamento dei lavori che dovrebbero iniziare il prossimo mese di settembre per poi giungere alla completa rimozione del relitto entro il corrente anno".

Foto Massimo Argnani

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