Negozi di bici presi d'assalto grazie al bonus: ma i cittadini si fidano poco del rimborso

Crescono le vendite e ancor di più le richieste di informazioni, ma il rischio di "perdere il bonus" blocca molti potenziali clienti

"Scusi, c'è la fila di gente, devo tornare al lavoro". Una risposta molto comune in questi giorni di ripresa: ma il fatto strano è che la fila non si trova più al supermercato, bensì nei negozi di biciclette di Ravenna. Un ritmo di lavoro fuori dal normale, e il motivo è semplice: tutti sono attirati dal bonus bici, una forma di incentivo varata dal Governo nel Decreto Rilancio per incentivare la mobilità sostenibile e che offre a chi acquista una bicicletta - ma anche un monopattino, un hoverboard o un segway - uno sconto fino a un massimo di 500 euro.

Questo "bonus mobilità" è stato riservato a tutti i cittadini maggiorenni residenti nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti (e nei capoluoghi di Provincia o Regione) e prevede rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici. Aggiungete a questo il progetto Bike To Work promosso dalla Regione Emilia Romagna ed ecco trovata la spiegazione per un carico di lavoro eccezionale, che investe numerosi negozi ravennati che vendono bici e altri veicoli "verdi". Aumenta il volume di vendite, dato assolutamente positivo dopo il periodo di crisi causato dal Coronavirus, ma lo sforzo per i negozianti ravennati si concentra tutto in poche settimane e, anche qui, la spiegazione è facile da trovare: i cittadini temono di "perdere" il bonus.

Crescono le vendite di bici

"Abbiamo la fila - affermano dal negozio Il Pedale di via Fiume Abbandonato - C'è davvero tanto lavoro e tutto concentrato in pochi giorni, tanto che calcoliamo fino a un 30-40% di vendite in più. Noi vendiamo tutti marchi di bici italiane. I monopattini invece non sono richiesti".

"Stanno andando bene, le vendite sono decisamente aumentate rispetto allo scorso anno - afferma Manuele Calisti del negozio omonimo - C'è stata una grossa ondata a inizio maggio, poi è calata un po'". I modelli più venduti dal negozio di via Lanciani sono "le mountain-bike, ma anche molte city bike da donna. Sono passate in negozio diverse madri in cerca di una bici con seggiolino per portare in giro i propri bambini".

Più fermo invece il mercato delle bici elettriche. "Sicuramente è aumentata la vendita di bici classiche - conferma anche Armando Di Buono della storica bottega Cicli Di Buono di via Renato Serra - Io sono specializzato in bici da passeggio e bici vintage, ma ho venduto anche alcune bici elettriche".

La procedura di rimborso che non convince

"Sono aumentate le richieste di informazioni per il bonus - sottolineano i titolari di Pezzi Di Bici di via Maggiore - però la necessità di un'identità digitale tarpa le ali a molte persone, soprattutto ai clienti più anziani. Questa cosa, insieme alla mancanza di chiarezza sul portale del ministero, blocca un po' l'acquisto da parte del cliente".

Infatti per ottenere il bonus bici si dovrebbe utilizzare una specifica applicazione web che è in via di predisposizione e che sarà accessibile dal sito del Ministero dell'Ambiente, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (19 maggio) del decreto attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all'applicazione è dunque necessario disporre delle credenziali Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Solo in una seconda fase sarà previsto lo sconto direttamente da parte del negoziante.

Un problema che in certi casi "ferma" l'acquisto da parte del cittadino. Come sottolineano i venditori di bici, la maggior parte dei clienti ravennati sa dell'esistenza del bonus, ma nutre una certa diffidenza sulla modalità di erogazione dello stesso. Come spiega Manuel Calisti, "viene percepita come più sicura l'applicazione del bonus direttamente dall'esercente e da parte dei clienti c'è paura che non ci sia il rimborso alla fine. Forse c'è un po' di diffidenza che blocca il cliente in questo momento. Quando potremo fare le pratiche in negozio saranno sicuri di ottenere il bonus".

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“Bonus-Bici” per i Comuni che adottano misure importanti dal punto di vista ambientale

“Nuovi incentivi per i Comuni che si sono impegnati ad adottare politiche e misure importanti dal punto di vista ambientale”. Lo chiede, con una interrogazione alla Giunta, il consigliere regionale della Lega Andrea Liverani. "In seguito al bonus mobilità istituito dal Ministero dell'ambiente, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di lanciare il progetto “Bike to work”, stanziando 3,3 milioni di euro per incentivare l’uso della bicicletta. Si tratta – ha aggiunto Liverani – di risorse regionali messe a disposizione per i 30 comuni firmatari del Pair (Piano Aria Integrato Regionale). Oltre alle misure già messe in campo, vogliamo sapere se la Giunta regionale intenda stanziare ulteriori risorse in merito al “Bonus bici”, introducendo incentivi anche per tutti quei comuni che si sono impegnati ad adottare politiche e misure importanti dal punto di vista ambientale" ha concluso Liverani.

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