Novantenni prese a calci e pugni e incatenate nella casa per anziani, due arresti

Prese a calci, pugni, testate, addirittura legate al letto con catene metalliche e lucchetti: più che casa famiglia per anziani si potrebbe parlare di casa degli orrori

Prese a calci, pugni, testate, addirittura legate al letto con catene metalliche e lucchetti: la casa per anziani era tutt'altro, per gli inquirenti, che un luogo dedito al meritato riposo, visto quanto emerso dalle indagini che, nella notte tra lunedì e martedì, hanno portato a un blitz dei Carabinieri all'interno della 'Casa famiglia per anziani Oscar Patrizia' di Sant'Alberto. Qui i militari avevano appena assistito a un episodio che ha fatto optare per l'immediato intervento: un titolare, insieme a una dipendente, dopo aver portato in bagno un'anziana e averle gettato acqua fredda addosso avrebbe iniziato a picchiarla con schiaffi, calci e addirittura testate, per poi trasferirla in uno sgabuzzino e incatenarla a una brandina.

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Le telecamere, posizionate dalle forze dell'ordine dopo alcune segnalazioni di comportamenti "strani" da parte degli anziani, pervenute quasi un mese fa tramite amici e parenti delle vittime, mostrerebbero come i due fossero soliti maltrattare e picchiare le anziane ospiti, tutte donne tra gli 80 e i 91 anni, fino a contenere le stesse in maniera ritenuta illegale con catene e lucchetti. Scene difficili da digerire nei confronti di una categoria debole e indifesa.

Quando i Carabinieri hanno effettuato il blitz, la coppia avrebbe addirittura finto che l'anziana che avevano appena legato nello sgabuzzino non fosse presente nella struttura: ma i militari avevano visto tutto tramite le telecamere, così hanno arrestato i due soggetti - un 63enne ravennate e una 49enne di origini rumene - in flagranza per maltrattamento e sequestro di persona. Dopo aver fatto sgomberare le sei anziane ospitate nella casa famiglia, poi smistate in alcuni ospedali, i militari dell'arma e del nucleo Nas hanno apposto i sigilli all'edificio, aperto da un paio d'anni, ponendolo così sotto sequestro. Le indagini sono attualmente in corso anche per verificare le autorizzazioni della struttura e la sua posizione del punto di vista amministrativo.

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