Case famiglia chiuse: "Lavoratori trattati come schiavi dai gestori-caporali"

Mirko de Carli (Popolo della Famiglia): "Le notizie sulle due case di riposo per anziani di Bagnacavallo e Mezzano fanno emergere un quadro impressionante di sfruttamento del lavoro"

"Le notizie sulle due case di riposo per anziani di Bagnacavallo e Mezzano fanno emergere un quadro impressionante di sfruttamento del lavoro". A parlare è Mirko De Carli, coordinatore alta Italia del Popolo della Famiglia. "L’accusa contestata ai proprietari di queste due strutture di casa famiglia è quella più ignobile per un datore di lavoro: il caporalato, che ora esce dai consueti ambiti dell’agricoltura e dell’edilizia. Approfittarsi delle difficoltà economiche e sociali dei lavoratori, per questo facilmente ricattabili con la promessa di licenziamento in caso di non adesione a turni massacranti, ci mette nuovamente di fronte a un’ingiustizia che affonda le sue radici nella speculazione selvaggia e nel guadagno a tutti i costi, messo prima della dignità delle persone. E’ necessario un controllo e monitoraggio continuo da parte di Comuni e Ausl delle strutture simili, per evitare che si ripetano fatti come questi. Non credo che l’installazione di sistemi di videosorveglianza avrebbero evidenziato gli abusi nei confronti del personale costretto a lavorare in turni massacranti, e possiamo solo ringraziare questi lavoratori per non aver trasferito agli anziani ospitati le loro comprensibili difficoltà".

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