"Comportamenti antisindacali": azienda di mosaici condannata dal Tribunale del lavoro

Il Tribunale ha emesso una sentenza di condanna della Sicis di Ravenna, azienda di produzioni di mosaici che dà lavori a circa 150 dipendenti, rilevando otto distinti elementi di comportamento antisindacale

Giovedì 4 ottobre il Tribunale del lavoro di Ravenna ha emesso una sentenza di condanna della Sicis di Ravenna, azienda di produzioni di mosaici che dà lavori a circa 150 dipendenti, rilevando otto distinti elementi di comportamento antisindacale. "La Filctem Cgil e la Uiltec Uil sono state costrette a passare alle vie legali a inizio estate, quando l'azienda aveva deciso non solo un ulteriore strappo al tentativo di instaurare normali relazioni sindacali tramite le l'elezione della rappresentanza sindacale unitaria, ma aveva anche deciso di colpire le lavoratrici che si erano candidate per assumere questo ruolo - spiegano i sindacati - Nel corso degli ultimi anni un certo numero di lavoratori si è rivolto alle organizzazioni sindacali per lamentare le pesanti condizioni di lavoro, le disparità di trattamento e alcune mancanze dal punto di vista della sicurezza. Da qui è nata l'esigenza di dare vita a una rappresentanza sindacale in grado di portare sui tavoli tali questioni, alla quale l'azienda ha reagito con trasferimenti improvvisi delle candidate, ferie forzate e intimidazioni al personale: tutte misure evidenziate dal giudice nel dispositivo di sentenza. Sicis ora deve riconoscere la rappresentanza sindacale eletta, ritirare le sanzioni inflitte alle lavoratrici e annullare i trasferimenti. Proprio il procedimento di elezione della rappresentanza e i relativi strascichi giudiziari hanno indotto l'azienda a provvedere ad alcune indispensabili migliorie all'ambiente di lavoro nello stabilimento delle Bassette. Le lavoratrici, già prima della sentenza, avevano affermato che qualora fosse stato anche solo questo il risultato, lo avrebbero considerato già rilevante, perchè questa causa non mira ad affermare qualche cavillo contrattuale o a tutelare semplici prerogative sindacali, ma punta a ripristinare la dignità del lavoro, la sua sicurezza e salubrità, il diritto di avere una voce che possa interloquire con il datore di lavoro. Come parti sindacali vogliamo augurarci che questa sentenza costituisca un punto zero dal quale ripartire con reali relazioni industriali, che porterebbero sicuramente benefici non solo ai lavoratori ma anche all'azienda. Proprio come accade ovunque nel comparto ceramico ravennate dove, lavorando assieme alle soluzioni, si sono superate anche crisi profondissime di produzione e mercato e varati significativi progetti di sviluppo".

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