Contributi sull'affitto negati a 248 famiglie: "La sinistra è contro chi ha un reddito basso"

Ancisi: "Le 248 famiglie escluse - in sostanza “illuse” dall’essere state ammesse al bando - faticano però anch’esse, dato il basso reddito, a pagare l’affitto della loro abitazione"

Nell'ultima seduta annuale del Consiglio comunale, dedicata al bilancio, un ordine del giorno presentato da Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e modificato in corso di seduta su ‘Erogare il contributo sull’affitto alle 248 famiglie a basso reddito escluse dal beneficio’ è stato respinto con 7 voti favorevoli (Lista per Ravenna, Lega Nord, Gruppo misto, CambieRà, La Pigna) e 20 contrari (Pd, Sinistra per Ravenna, Art.1-Mdp, Pri, Ravenna in comune): in sostanza è stato bocciato da tutti i gruppi politici dichiaratamente di sinistra.

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"Si trattava del bando pubblico emesso quest’anno dal Comune per distribuire 309.264 euro, finanziati dalla Regione, alle famiglie in difficoltà a pagare l’affitto di un’abitazione privata - spiega Ancisi - Hanno potuto concorrervi i nuclei con reddito ISEE da 3.000 a 17.154,30 euro. Contributo pari a tre mensilità del canone, fino ad un massimo di tre mila euro. Le domande valide sono state 458, ma ne hanno beneficiato solo 210. I contributi finora concessi variano da 900 a 2.200 euro, con una media di 1.470. Le 248 famiglie escluse - in sostanza “illuse” dall’essere state ammesse al bando - faticano però anch’esse, dato il basso reddito, a pagare l’affitto della loro abitazione, correndo anche il rischio dello sfratto, nel qual caso dovrebbero richiedere al Comune un alloggio di casa popolare, che meno di una su dieci riesce ad ottenere. Il mio ordine del giorno proponeva che fosse il Comune a finanziare coi propri mezzi l’erogazione del contributo anche a loro, potendosi prevedere che, all’interno di una spesa corrente che nel 2018 si avvia a superare la cifra enorme di 200 milioni e nel 2019 pure, la somma utile non superi i 200 mila euro. A lato della seduta, il Pd mi ha proposto di convergere su un proprio documento, che condivideva il mio testo, avendolo anche largamente copia-incollato, salvo impegnare il sindaco e la giunta affinché sia la Regione a rifinanziare il fondo “in modo da rendere possibile la soddisfazione di tutte le domande ammesse”. Cogliendone il significato, ho allora modificato il mio ordine del giorno, nel senso sì di chiedere che sia la Regione a integrare il proprio finanziamento per raggiungere l’obiettivo, tuttavia proponendo, in caso negativo, che si provvedesse con risorse del bilancio comunale. Risultato: i consiglieri del Pd non hanno neppure presentato il proprio ordine del giorno, sparando però contro, insieme a tutte le altre “sinistre” senza discussione e zitti tutti, al mio, nonostante l’avessi corretto accogliendo anche il loro indirizzo. Versione in quel di Ravenna dell’“avanti popolo, tuona il cannone”. Ma non contro il capitalismo, bensì addosso a “degli sfruttati l'immensa schiera”".

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