Al lavoro anche col Coronavirus: l'azienda rinuncia alla cassa integrazione e aumenta gli stipendi

"Gli imprenditori veri sanno assumersi dei rischi, consapevoli che il valore aggiunto della loro attività è il capitale umano"

Ha rinunciato alla cassa integrazione e ha aumentato lo stipendio ai dipendenti. Per tutta l’emergenza Coronavirus, cioè dal primo marzo scorso fino alla revoca delle misure adottate nel decreto “Io resto a casa”, il laboratorio di analisi per la sicurezza alimentare BLab ha deciso di aumentare gli stipendi dei suoi dipendenti. Non un premio aziendale una tantum, ma l’istituzione di un welfare straordinario che l’azienda ha deciso di destinare al personale in un momento così difficile.

BLab è tra quelle aziende che, svolgendo una funzione essenziale, sono autorizzate al prosieguo dell’attività mentre tutto il Paese è in quarantena. Ricoprendo un ruolo chiave nella filiera alimentare, ovvero il controllo dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus a oggi non ha interrotto la sua operatività. Da qui la decisione dell’azienda - che conta circa 80 dipendenti e ha la sede principale a Foggia ma anche una sede a Ravenna e una a Ferrara - di gratificare la professionalità e la dedizione del proprio personale attraverso un aumento di stipendio che durerà fino alla revoca dello stato di emergenza.

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"In momenti come questo le aziende serie devono mostrarsi come tali – commenta Lucia Bonassisa, amministratore di BLab – Non abbiamo alcuna intenzione di mettere i nostri dipendenti in cassa integrazione, intendiamo rinunciare a questa possibilità sebbene potrebbe farci molto comodo. Così come non abbiamo intenzione di interrompere il flusso dei pagamenti e delle scadenze verso i nostri fornitori. Al contrario abbiamo l’obbligo di mostrare la differenza tra l’imprenditoria e l’improvvisazione. Gli imprenditori veri sanno assumersi dei rischi, consapevoli che il valore aggiunto della loro attività è il capitale umano".

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