Al via il nuovo corso di laurea magistrale in Cooperazione Internazionale

Lanfranco Gualtieri, presidente di Fondazione Flaminia ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’insegnamento

Funzionari della Banca Mondiale, esperti nell’elaborazione e gestione di progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale, specialisti in diritti umani impegnati nelle missioni internazionali, esperti di progettazione all’interno dell’Unione Europea o di altri organismi internazionali. Sono i futuri laureati in International Cooperation on Human Rights and intercultural Heritage, nuova laurea magistrale internazionale interamente in lingua inglese che è partita quest’anno nella sede di palazzo Verdi a Ravenna su iniziativa del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna. 

“A rendere questa laurea un unicum in Italia - ha spiegato martedì mattina il professor Mario Neve, coordinatore del corso di laurea in occasione dell’avvio delle lezioni e giornata di benvenuto agli studenti internazionali - il connubio tra diritti umani e patrimonio culturale che non si trova altrove si formino esperti di cooperazione allo sviluppo internazionale. Da una parte la figura dello specialista nello human rights based approach, volto alla difesa dei soggetti esclusi e marginalizzati; dall’altra l’esperto in valorizzazione del patrimonio culturale, dove ‘patrimonio culturale’ si intende come risorsa occupazionale, di crescita economica e sociale e non solo turistica”. 

Il corso sta avendo un ottimo riscontro di iscritti: l’obiettivo è di raggiungere un numero non superiore a 30 in modo da permettere l’applicazione di metodologie didattiche innovative e garantire un’istruzione superiore d’eccellenza; a oggi gli studenti che hanno partecipato alle selezioni (che restano aperte fino al 1 dicembre) sono oltre 250, provenienti da tutto il mondo: dall’Europa, dall’Africa, dall’Asia, dalla Russia, dal Continente americano e dall’Australia, 67 i pre-ammessi, di cui 20 al momento gli immatricolati.

“La forte propensione professionalizzante, spiega il docente, è un altro aspetto caratterizzante il corso:  da una parte abbiamo rinforzato la rete di contatti con gli ex alunni che sono per noi un patrimonio da cui attingere a favore degli studenti di oggi, dall’altra abbiamo rinforzato la collaborazione con molti organismi internazionali quali la Banca Mondiale, la Commissione per la cooperazione allo sviluppo del Parlamento europeo, l’Ufficio dell’Alto commissariato delle nazioni Unite per i Diritti Umani, l’Istituto Internazionale per le Conoscenze tradizionali dell’Unesco. Gli studenti del master possono inoltre comprendere concretamente cosa significhi operare nell’ambito della cooperazione internazionale attraverso workshop obbligatori in cui a portare in aula il loro bagaglio di conoscenze e la loro esperienza pratica, sono direttamente funzionari ed esperti che operano nel concreto”.

Lanfranco Gualtieri, presidente di Fondazione Flaminia ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’insegnamento: “Il legame che unisce Ravenna a Cooperazione è di lunga data: era il 2001 quando il corso di laurea è arrivato nella nostra città e insieme a Flaminia è iniziato quel percorso di consolidamento che oggi ha reso Ravenna sempre più polo formativo di alto livello in questo ambito di studi”. “Siamo lieti – ha sottolineato l’assessore all’Università Ouidad Bakkali – di ospitare nella nostra città un corso di laurea come quello in Cooperazione internazionale che si inserisce nel solco di una delle più antiche vocazioni del territorio e radica la presenza delle lauree internazionali a Ravenna”.  

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