Crolla il muro del magazzino abbandonato in Darsena: "Salviamolo"

Il magazzino danneggiato due sere fa rappresenta uno degli ultimi magazzini in legno per fertilizzanti degli stabilimenti Montecatini esistenti in Italia prima della diffusione delle strutture in cemento

"Come prevedibile, lasciato in totale abbandono, l’antico magazzino numero 9 dello stabilimento ravennate di concimi chimici della Montecatini alla Darsena di Città inizia a cedere". La sezione ravennate di Italia Nostra esprime preoccupazione per quanto accaduto la notte tra martedì e mercoledì, quando è crollata una parte del muro della fabbrica: "Il danneggiamento di un solo pilastro della testata est non ha comportato conseguenze nel resto della struttura, come facilmente verificabile in loco, ma c’è il rischio concreto che l’attuale proprietà colga l’occasione per sbarazzarsi dell’intero edificio (2000 metri quadri circa di superficie) radendolo al suolo. Una perdita gravissima per uno dei più begli esempi di architettura protoidustriale di inizio '900 del porto di Ravenna e dell’intera Regione, e un’ulteriore pietra tombale sul recupero della Darsena di Città, nella zona che, secondo le previsioni urbanistiche, deve diventare il “Parco delle Archeologie Industriali”".

Il magazzino danneggiato due sere fa rappresenta uno degli ultimi magazzini in legno per fertilizzanti degli stabilimenti Montecatini esistenti in Italia prima della diffusione delle strutture in cemento. "Altrove, in Europa, farebbero follie per restituire all’uso pubblico edifici come questo - commentano da Italia Nostra - A Ravenna no. Per il subcomparto 26/28 in sinistra Candiano, lo stesso Poc prevede: riqualificazione di un'ampia area, caratterizzata da edifici di archeologia industriale di rilievo, con particolare riferimento alla valorizzazione culturale e turistico ricreativa del fronte canale e del percorso tematico individuato; realizzazione di porzione del Parco delle Archeologie industriali, anche mediante il recupero degli edifici di archeologia industriale con usi prevalentemente culturali e per il turismo; all'interno del Parco delle Archeologie, realizzazione di un Polo Aggregativo Culturale comprensivo di un polo aggregativo dedicato prevalentemente ai giovani; implementazione delle attività direzionali/commerciali su via Delle Industrie; realizzazione di un luogo di aggregazione sul fronte canale. Com’è possibile che queste norme siano state completamente ignorate? Nell’estate 2017 un fortunale ha demolito parte del tamponamento della testata est, che non è stato più ripristinato. Si presume che le problematiche statiche siano iniziate allora. Nel 2018, poi, è stata effettuata la bonifica delle lastre di copertura di fibrocemento, incredibilmente restate in loco per decenni senza che fosse preso alcun provvedimento. La stupenda struttura è rimasta esposta al sole e alle intemperie senza più alcuna protezione. Davanti a una simile negligenza, dunque, il collasso del pilastro era inevitabile. Inevitabile, però, non è il suo ripristino e la messa in sicurezza del magazzino, pena l’ennesima perdita di un bene del nostro patrimonio industriale e culturale collettivo. Fanno un po’ sorridere i rallegramenti dell’Amministrazione per i 5 milioni di euro giunti dall’Europa per la rigenerazione urbana della Darsena attraverso la transizione digitale: a cosa serve digitalizzare, quando il patrimonio materiale reale sta andando in rovina nella più completa indifferenza?":

Il gruppo lancia dunque un appello urgente alla Soprintendenza "affinché valuti con attenzione quanto sta succedendo alla Darsena e si attivi di conseguenza, e al sindaco e agli uffici perché respingano perizie compiacenti a favore di una demolizione scellerata e si adoperino con tutti i mezzi, intercedendo presso la proprietà, affinché il magazzino numero 9 della ex Montecatini, ancora del tutto pienamente recuperabile, non venga distrutto".

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