Crolla il soffitto in caserma, Ancisi: "Nel piano d'investimenti nessuna traccia di una nuova sede"

L'infortunio sul lavoro che ha visto coinvolta un'agente della Polizia locale di Ravenna, ferita dal crollo di una porzione del soffito del Comando, ha portato l'attenzione sull'inadeguatezza dei locali di piazzale Mamel

L'infortunio sul lavoro che ha visto coinvolta un'agente della Polizia locale di Ravenna, ferita dal crollo di una porzione del soffito del Comando, ha portato l'attenzione sull'inadeguatezza dei locali di piazzale Mameli, tanto che lo stesso sindaco ha spiegato che "l’attuale sede della Polizia locale è ormai inadeguata e per questo motivo, come amministrazione, ci siamo presi l’impegno di individuarne una nuova che sia adatta alle esigenze e capace di accogliere l’intero comando. La nuova sede è stata individuata e che le risorse per finanziare l’intervento sono state reperite".

"Valgono gli atti, non le chiacchiere. Le opere pubbliche devono, anche solo per essere promesse, essere inserite nei piani triennali degli investimenti, almeno con uno studio di fattibilità e con la previsione del finanziamento - precisa il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Ebbene, appena martedì scorso la Giunta comunale, presieduta dal sindaco, ha approvato (e spedito ai Consigli territoriali per un parere) il piano triennale 2020-2022, in cui non c’è traccia di alcuna “nuova sede” della polizia municipale. C’è invece la “manutenzione straordinaria” da due milioni di euro, definita come “Ristrutturazione Caserma Polizia locale via Rocca Brancaleone”, prevista per il 2022: cioè l’esatto contrario del “presto una nuova sede”. Gli atti dell’amministrazione comunale, tuttora validi e vincolanti, hanno già scelto quello che il Regolamento Urbanistico Edilizio vigente porta anche disegnato nelle cartografie, così descritto: “Ex sede ATM via delle Industrie…realizzazione della nuova sede della Polizia municipale”. La quale, essendo tuttora in vigore il contratto, stipulato il 15 ottobre 2010, tra Comune di Ravenna, ATM Parching e Ravenna Holding (cassaforte del Comune), con cui questa avrebbe dovuto progettarla, finanziarla e realizzarla, avrebbe dovuto essere costruita entro un arco di tempo che al massimo non avrebbe dovuto superare i cinque anni. Ravenna Holding si sarebbe rivalsa della spesa acquisendo in permuta la vecchia sede, rivalutabile con una appetibilissima destinazione residenziale, come il sottoscritto predicava da sempre di doversi fare".

"La vecchia caserma è in condizioni disastrose da almeno vent’anni - continua Ancisi - Gli uffici urbanistici da me interpellati avevano indicato che, secondo il piano regolatore di allora, si sarebbe potuto costruirne una nuova o nel polo direzionale di viale Randi, o nell’area dell’Iperbarico a Borgo Montone, o nel polo terziario ad est del Pala de André. La scelta urbanistica ricadde poi, come detto, nell’area ex ATM di via delle Industrie. Lì è tuttora al palo. In attesa, si possono calcolare grosso modo in almeno una cinquantina i milioni di euro spesi dal Comune per gli infiniti lavori di aggiustamento o ristrutturazione della vecchia caserma (i penultimi, sul tetto il cui pezzo è caduto giovedì sulla povera agente) e per quella supplementare, parimenti provvisoria, della succursale creata nel 2012 in via D’Alaggio al posto dell’ex dogana portuale. Gli ultimi il sindaco li ha deliberati martedì scorso: ristrutturare nel 2022 la vecchia sede con 2 milioni di euro".

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