Morto nel crollo della chiusa: "La criticità statica era stata segnalata già da un mese"

Già il 5 settembre il personale del Consorzio di Bonifica della Romagna aveva effettuato un sopralluogo sul posto per verificare la presenza di eventuali problematiche

Foto Massimo Argnani

Il giorno dopo la tragedia, Ravenna e la zona di San Bartolo si risvegliano in lutto. Tutti sono ancora increduli per quello che è accaduto nel crollo della chiusa sul Ronco di giovedì, dove un tecnico della Protezione Civile, Danilo Zavatta, ha perso la vita mentre stava effettuando alcuni rilievi fotografici lungo la passerella della diga, da tempo sorvegliata speciale per problemi d'infiltrazione d'acqua nel sottosuolo. Improvvisamente la prima campata della struttura ha ceduto, a seguito dello smottamento dell'argine che reggeva la spalla della struttura, e il 55enne è precipitato nel vuoto sotto le macerie. Il corpo del tecnico è stato ritrovato solo in tarda serata.

VIDEO>> il drammatico crollo della chiusa in diretta: tecnico muore "ingoiato"

Venerdì mattina tutta l'area della chiusa e la parte adiacente all'argine, dove si è verificato il crollo, è stata messa sotto sequestro dalla Procura, per cui sono stati temporaneamente bloccati anche i lavori di ripristino per la messa in sicurezza del luogo. I curiosi, giunti in tanti venerdì mattina sul posto, non hanno dunque potuto avvicinarsi alla zona pericolante. Intorno alle 9 il pm Lucrezia Ciriello, titolare delle indagini, ha effettuato un sopralluogo insieme al procuratore capo Alessandro Mancini, attualmente si stanno valutando tutti i particolari ma è ancora presto per fare ipotesi. Al momento non risultano indagati, nelle prossime ore si potranno avere maggiori informazioni. La Ravegnana è rimasta completamente chiusa al traffico, con deviazioni e servizio di trasporto pubblico istituito eccezionalmente dopo il crollo.

AGGIORNAMENTO venerdì ore 17: Sarà l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ad occuparsi degli interventi di ripristino e messa in sicurezza dall’argine lungo il fiume Ronco: lo ha stabilito il pm Ciriello, che nel pomeriggio ha provveduto al dissequestro dell’area posta sotto sequestro venerdì mattina. A curare i lavori sarà la stessa Agenzia, con il Servizio Area Romagna. Sempre venerdì, l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo ha espresso personalmente la vicinanza della Regione ai famigliari di Zavatta.

Consorzio di Bonifica: "Si sapeva che c'erano dei problemi"

Già il 5 settembre il personale del Consorzio di Bonifica della Romagna aveva effettuato un sopralluogo sul posto per verificare la presenza di eventuali problematiche. A seguito del sopralluogo, il Consorzio ha poi inviato una lettera ad Arpae, all'Amministrazione provinciale e all'Agenzia regionale sicurezza territoriale e Protezione civile confermando la presenza di un problema di perdita d'acqua dall'invaso causato - si legge nella lettera - da "evidenti fenomeno di sifonamento all'interno del sito produttivo idroelettrico, più precisamente nel canale di adduzione alla turbina, pregiudicando l’approvvigionamento idrico a favore degli utenti del Consorzio di Bonifica". Non solo: nella stessa lettera il Consorzio lanciava l'allarme sottolineando la "potenziale pericolosità del disservizio accertato per la condizione statica della chiusa". Il Consorzio chiedeva quindi a Arpae, amministrazione provinciale e agenzia di Protezione civile di disporre al più presto gli interventi di ripristino delle corrette condizioni di deflusso dell'acqua.

"Come Consorzio abbiamo in gestione solo l'opera idraulica e non quella idroelettrica, tuttavia durante il sopralluogo abbiamo notato questa problematica e lo abbiamo fatto presente - spiegano dallo stesso Consorzio - Si sapeva che in quella zona ci fossero dei problemi: se e come poi questi problemi siano stati affrontati dall'Agenzia regionale di Protezione civile, questo non lo sappiamo".

E in effetti, proprio poche ore prima del crollo, la statale 67 Ravegnana era stata chiusa al traffico nel tratto tra l’incrocio con l’Adriatica e Coccolia a scopo precauzionale, a seguito di alcuni movimenti franosi del corpo arginale del Ronco all’altezza della chiusa. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e tecnici della Protezione civile. La chiusura è stata disposta non appena riscontrati i primi fenomeni di erosione: tuttavia non è stata sufficiente a impedire a un tecnico di perdere la vita. La domanda sorge spontanea: era una tragedia che poteva essere evitata? Ancora presto, forse, per dirlo.

Foto Massimo Argnani

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