"Stallo Venezia", meno crociere sull'Adriatico: e anche Ravenna soffre

A fare il punto sulla situazione è Francesco Galietti, national director di Clia Italy, l'organizzazione internazionale delle compagnie da crociera

Francesco Galietti

Ravenna, insieme a Venezia, Bari, Ancona, sono tra le comunità crocieristiche italiane con più alto potenziale di sviluppo. Attualmente però l’Adriatico soffre di un grande problema: il vuoto regolatorio sulle rotte di accesso a Venezia, che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza dell’intero settore crocieristico. Infatti, se Venezia viene esclusa dalle rotte crocieristiche, è tutto l’Adriatico che viene escluso: e i "gigante del mare" rischiano di non sbarcare più a Ravenna. A dimostrazione di questi, in questi due anni di stallo veneziano, il traffico totale nell’Adriatico ha visto una riduzione di 566,887 movimenti passeggeri nei porti crocieristici. In termini economici, si tratta di una perdita di 113 milioni di euro. A fare il punto sulla situazione è Francesco Galietti, national director di Clia Italy, l’organizzazione internazionale delle compagnie da crociera.

Quale bilancio è possibile fare della stagione 2015 per le crociere a Ravenna?
Il turismo crocieristico ha un grande potenziale di crescita a Ravenna, una città piena di arte, storia e cultura. Tuttavia, i dati forniti da Risposte Turismo ci dicono che, rispetto ai valori del 2013, negli ultimi due anni (2014 e 2015) il porto di Ravenna ha perso rispettivamente oltre 52mila e 58mila passeggeri crocieristi in 75 toccate nave in meno. Stiamo parlando quindi di un totale di oltre 110mila passeggeri persi in due anni.

Non ha sofferto solo il porto bizantino della situazione...
Quella di Ravenna è una situazione simile a quella di altre città dell'Adriatico, come Bari, Ancona e soprattutto Venezia. Nell’ultimo biennio, il traffico crocieristico totale nell’Adriatico ha visto una riduzione di 566.887 movimenti passeggeri. Meno passeggeri e meno navi significano meno introiti per commercianti, ristoratori, servizi di trasporto, servizi portuali e per il resto dell’indotto. La riduzione del traffico nell’Adriatico in questi due anni è stimata in una perdita di 113 milioni di euro per le economie locali: il crollo deriva dall’incertezza legislativa che c’è a Venezia in merito alla rotta di accesso delle cosiddette grandi navi. Un’incertezza che si trascina da quasi due anni e che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza della crocieristica nell’Adriatico.

Il "caso Venezia" ha ripercussione anche su tutti gli scali adriatici. Quando si uscirà da questa situazione?
Esatto, se a Venezia scompare la crocieristica, è tutto l’Adriatico che viene escluso dalle rotte delle compagnie da crociera. Le conseguenze sono gravi a livello locale, nazionale e internazionale. Abbiamo svolto uno studio negli scorsi mesi e i risultati ci dicono che, anche in aree diverse da Venezia, tra la popolazione delle città portuali c’è consapevolezza del problema di Venezia: l’83% dei rispondenti in Emilia Romagna e Marche ritiene che le istituzioni italiane debbano trovare una rapida soluzione al problema della rotte delle grandi navi a Venezia. Ora, finalmente, tra le istituzioni locali più direttamente coinvolte, Comune di Venezia e Autorità Portuale, c’è allineamento su di un progetto alternativo di rotta di accesso: è giunto il momento che il processo decisionale e di valutazione faccia il suo corso in maniera spedita. Non c’è più tempo da perdere e dovrebbe essere interesse anche delle altre comunità adriatiche incoraggiare il Governo a prendere una decisione.

Con l'approfondimento dei fondali recentemente conclusi sul porto a Ravenna sono previste delle novità?
Una delle novità più importanti per i porti italiani è stata la riforma portuale, varata solo due settimane fa dal Consiglio dei Ministri. La attendevamo da venti anni e, finalmente, è arrivata: grazie a semplificazioni amministrative e ad un rafforzato coordinamento a livello centrale, la riforma renderà più competitivi i porti italiani. Ravenna ha ottenuto un riconoscimento importante nella riforma, perché è stata considerata “porto core” e manterrà la sua Autorità Portuale, permettendole di svolgere un ruolo da protagonista.

Quanti passeggeri sono previsti per il prossimo anno?
Previsioni aggiornate per il 2016 sono attese per le prossime settimane. Probabilmente ci sarà un leggero recupero del numero dei passeggeri a Ravenna, ma comunque resteremo molto lontani dai dati 2013, quando le crociere portarono a Ravenna quasi 100 mila turisti. Siamo convinti che, se si dovesse risolvere in tempi brevi la questione veneziana, Ravenna ne beneficerebbe in maniera sostanziale, recuperando e superando i livelli del 2013. 

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