Deposito di gnl al porto: dubbi su ambiente e sicurezza tra l'opposizione

Il consiglio, infatti, dovrà pronunciarsi in merito al rilascio del permesso di costruzione in deroga agli strumenti urbanistici nei confronti della Pir, società Petrolifera italo rumena

La realizzazione di un deposito di stoccaccio di gnl, gas naturale liquido, al porto continua a far discutere. Venerdì i consiglieri hanno affrontato l'argomento durante la commissione “Assetto del territorio (Ccat)”, presieduta dal consigliere Marco Turchetti e ascoltando le spiegazioni del progetto da parte dell'ingegnere Valentino Natali, dirigente dell'ufficio di progettazione urbanistica comunale.

Il consiglio, infatti, dovrà pronunciarsi in merito al rilascio del permesso di costruzione in deroga agli strumenti urbanistici nei confronti della Pir, società Petrolifera italo rumena che intende realizzare il mega-deposito da 70 milioni di euro (e che dovrà versare un'Imu da quasi 60mila euro). La Pir ha richiesto e ottenuto il nulla osta di fattibilità e, dopo aver ricevuto la richiesta di rivalutare lo scenario incidentale più significativo al fine di ridurre l'estensione delle possibili aree di danno e/o la probabilità dell'evento incidentale, ha consegnato le integrazioni con queste rivalutazioni. Considerato il fatto che le aree limitrofe al nuovo deposito su cui ricadono le aree di danno hanno tutte una destinazione produttiva portuale - si legge nella delibera - c'è compatibilità territoriale del deposito col territorio circostante.

"La Pir è stata chiamata a rispondere su aspetti ambientali e di sicurezza - spiega l'ingegner Natali - Per quanto riguarda l'aspetto ambientale, sarà la deliberazione regionale della Via (valutazione di impatto ambientale) a costituire attestazione circa la compatibilità ambientale. Invece, riguardo all'aspetto sicurezza, il rilascio del Nof (nulla osta di fattibilità) da parte del Ctr attesta già la compatibilità territoriale". L'ingegnere spiega poi, rispondendo a chi nei mesi scorsi ha contestato la presenza di luoghi sensibili nei pressi dell'area di 6000 metri quadri in cui verrà realizzato il deposito, che il nido d'infanzia Ottolenghi si trova a 600 metri di distanza, la Fabbrica Vecchia e Marchesato a 240, mentre l'area di danno più estesa raggiunge solo i 140 metri.

Altro problema è l'altezza dei due depositi, che nel progetto superano i 24 metri contro il limite massimo di 12,50. L'ingegnere spiega che serbatoi più bassi non sarebbero stati economicamente sostenibili per il privato e che il rilascio di permesso di costruire in deroga può essere concesso “per edifici ed impianti di interesse pubblico debbono intendersi quelli che, indipendentemente dalla qualità dei soggetti che li realizzano - enti pubblici o privati - siano destinati a finalità di carattere generale, sotto l'aspetto economico, culturale, industriale, igienico, religioso (esempio conventi, poliambulatori, alberghi, impianti turistici, biblioteche, teatri, silos portuali): i due serbatoi in oggetto rientrano perfettamente nella definizione di silos portuali".

Terminate le spiegazioni e le domande si passa al voto: la maggioranza - con Pd, Partito Repubblicano italiano e Ama Ravenna - è favorevole al progetto; gli altri si esprimeranno durante il consiglio comunale, mentre esprime voto contrario Ravenna in Comune. Durante la commissione, infatti, il capogruppo di Ravenna in Comune Massimo Manzoli ha sollevato diverse perplessità. "Esprimiamo forti dubbi sul fatto che un privato realizzi un progetto partendo da una condizione che non soddisfi le normative vigenti, esu questo ci poniamo la domanda del perché lo fa - spiega Manzoli - Nella realtà, inoltre, i serbatoi sono cosa completamente diversa dai silos, e la delibera così posta è per noi sbagliata. Si è tentato di capire l’interesse pubblico che potesse giustificare la deroga, ma anche in questo caso non è stata data risposta concreta. In delibera si legge che il miglioramento della qualità dell’aria configura un interesse pubblico nella costruzione dell’impianto: dovendo votare un testo così scritto, abbiamo chiesto chiarimento in merito ai parametri utilizzati per valutare il miglioramento della qualità dell’aria ma anche su questo non sono state date risposte concrete nè mostrati dati su eventuali miglioramenti della qualità dell’aria. Nella realtà nel progetto Pir, in prima fase, si prevede un aumento dei traffici navali e stradali con conseguente e prevedibile peggioramento dell’aria in questa fase. Non abbiamo trovato risposta concreta ad alcuno dei nostri quesiti e la deroga è giustificata per un generico interesse pubblico, non spiegato nè dimostrato. Per questo motivo non troviamo alcun motivo per cui concedere questa deroga all’investimento di un privato".

Mercoledì a Marina di Ravenna è in programma il secondo incontro pubblico sugli sviluppi del progetto, mentre proprio venerdì il comitato Gnl - Garanzie non liquefatte ha presentato in Comune le 350 firme necessarie affinché le richieste espresse nella petizione per avere più informazioni sul progetto vengano discusse in sede formale.

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