Don Ugo condannato per omicidio colposo: lo sconcerto della comunità ecclesiastica

Ha destato sorpresa in tutta la città la notizia della condanna in primo grado a sette mesi (pena sospesa) per omicidio colposo di don Ugo Salvatori

Ha destato sorpresa in tutta la città la notizia della condanna in primo grado a sette mesi (pena sospesa) per omicidio colposo di don Ugo Salvatori, 76enne parroco di Borgo San Rocco. Sorpresa è stata anche negli ambienti ecclesiali ravennati. La vicenda vede coinvolto il sacerdote nella sua veste di presidente della Fondazione San Rocco, proprietaria dei muri dell’hotel Marepineta dati in locazione a un'altra società. In quel luogo, nel 2015, un ospite 90enne affetto da demenza senile, elusi i controlli, è morto buttandosi da un terrazzo. Ciò sarebbe successo, secondo l'accusa, per mancanza di cure e soccorsi adeguati da parte di chi aveva la gestione dell’accoglienza e della proprietà dell’immobile. "Conoscendo l’onestà e la rettitudine che ha sempre contraddistinto la persona e l’operato di don Ugo - scrive il presbiterio ravennate - è pensiero comune del nostro presbiterio che i successivi gradi di giudizio possano portare a una sentenza di piena assoluzione".

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