Due serbatoi di gas naturale nel porto di Ravenna: progetto colossale da 70 milioni di euro

La Petrolifera italo rumena Pir ha illustrato il suo progetto, che potrebbe vedere la luce entro la seconda metà del 2020 e che toccherà un'area del porto di circa 23mila metri quadrati

Un deposito costiero costituito da due serbatoi da 10mila metri cubi ciascuno di gas naturale liquefatto, il cosiddetto "gnl": è il progetto che potrebbe vedere la luce entro la seconda metà del 2020 nel porto di Ravenna. "L'intervento, da realizzarsi in due fasi, è in fase di valutazione da parte del ministero dello sviluppo economico, mentre la Regione sta valutando l'impatto ambientale e il Comitato tecnico regionale (ctr) la sicurezza del programma - spiega l'assessore Federica Del Conte - Il comune, invece, è chiamato a esprimere un parere per gli aspetti urbanistici ed edilizi. Il decreto legislativo 257/2016 promuove la creazione di questi depositi in alcuni porti italiani, tra i quali anche quello di Ravenna".

Lunedì pomeriggio la Petrolifera italo rumena Pir ha illustrato il suo progetto colossale, che toccherà un'area del porto di circa 23mila metri quadrati e per cui saranno investiti più di 70 milioni di euro, completamente pagati dal privato (non esistono al momento incentivi per opere del genere). "Dal 2021 nel Mediterraneo le navi potranno navigare solo utilizzando combustibili a basso contenuto di zolfo - spiega il vicedirettore di Pir Alessandro Gentile - Si stanno infatti già costruendo nuove navi bi-fuel, in particolar modo quelle da crociera che nelle aree portuali hanno impatti ambientali piuttosto alti. Su strada, invece, la Iveco utilizza già gas naturale liquefatto per i suoi camion. Abbiamo già contattato Start Romagna che sembra intenzionata a "convertire a gnl" i traghetti tra Porto Corsini e Marina di Ravenna". Da qui nasce anche la possibilità di creare alcuni distributori a terra, che al momento in tutta Italia sono solo sei. Per realizzare questo enorme progetto le tempistiche sono di due anni e mezzo, una volta ottenuti tutti i permessi, quindi con buona probabilità il deposito dovrebbe essere pronto per il 2020. Grazie al gnl, secondo quanto spiegato dai tecnici, si avrebbero costi di trasporto inferiori e si otterrebbe l'indipendenza dalle linee che portano gas naturale (che ora proviene dalla Spagna). Verrà realizzata una connessione al rigassificatore di Rovigo e il gas sarà stoccato sul Candiano, da cui partirà la distribuzione tramite delle pensiline di carico (60 camion al giorno). L'energia necessaria per far funzionare il deposito, inoltre, verrà autoprodotta dal deposito stesso.

"Con il gnl si ottengono significativi benefici ambientali - commenta l'ingegnere Paolo Zoppellari - In primis la riduzione delle emissioni dovute al traffico marittimo e stradale. L'impatto paesaggistico, così come quello sul traffico (sia marittimo che stradale) non è significativo, e anche gli impatti su flora e fauna, clima acustico, suolo e sottosuolo, acque superficiali e sotterranee sono trascurabili. E' un progetto che può rilanciare il Candiano, che avrà positive ricadute in termini occupazionali e che è perfettamente coerente con le strategie europee e nazionali sul gnl. Il progetto in esame, inoltre, potrà portare a effetti positivi (per la qualità dell'aria, per il porto di Ravenna e per il sistema infrastrutturale necessario alla diffusione del gnl) che compensano largamente livelli di rischio di incidente rilevante, comunque ricondotti a livelli accettabili grazie alle diverse misure di prevenzione e mitigazione presenti nel progetto presentato".

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