E se la casa del giornalista Max David diventasse un 'museo dinamico' e un polo culturale?

Ecco la proposta dell’associazione culturale “Cervia, la spiaggia ama i libro” all’amministrazione comunale. Potrebbe nascerne un museo dinamico ed economicamente indipendente

L’Associazione culturale “Cervia, la spiaggia ama il libro” ha inviato all’amministrazione comunale un progetto di valorizzazione della casa del noto giornalista Max David. L’idea, se progettata e concretizzata, potrebbe secondo l'associazione dar lustro alla città del sale e alla Regione Emilia Romagna sotto il profilo culturale e letterario.

"Essendo venuti a conoscenza che in questo momento la casa di Max David (sita in viale Roma, 59) è in vendita - spiegano dall'associazione - riteniamo che sarebbe importante per la città tentare di trattenere questa abitazione con il suo valore culturale e identitario rendendola un Centro culturale, artistico e della memoria letteraria. All’interno potrebbe nascere un museo dinamico e un polo culturale per turisti e residenti in grado di sostenersi economicamente. In questo modo Cervia potrebbe costruire, partendo da questa abitazione, una sua identità significativa e forte del legame con tre personaggi illustri dello scorso secolo: Grazia Deledda, Giovannino Guareschi e Max David".

Nato a Cervia da antica famiglia ravennate di religione ebraica, Max David passò l'infanzia tra Cervia e Ravenna, dove il padre Attilio gestiva una farmacia. I nonni erano stati animatori della vita culturale della città bizantina negli anni in cui muoveva i primi passi Corrado Ricci, uno dei fondatori del sistema di tutela dei beni culturali nell'Italia postunitaria. Lo zio Ulderico era uno dei più valenti fotografi degli anni dieci e venti. Max David fu un giornalista di successo, con un grande fiuto per le notizie e una scrittura limpida, rapida e chiara. Ebbe una particolare predilezione per l'Africa e per il mondo dei cavalli. Per oltre vent'anni fu inviato speciale del Corriere della Sera e della Domenica del Corriere, che abbandonò a seguito della virata a sinistra di Piero Ottone. Nel 1974, grazie all'amicizia personale con Attilio Monti, fu assunto dal Resto del Carlino, dove rimase fino agli ultimi anni della carriera. Tra un viaggio e l'altro tornava sempre a Cervia, nella villa dei genitori.

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