Ecco la Biblioteca Digitale Faentina: un grande progetto per tutta la città

L’origine del progetto risale ad alcuni anni fa e si colloca all’interno del più ampio progetto di Biblioteca digitale romagnola sostenuta dalla Rete Bibliotecaria di Romagna, che avviò la digitalizzazione di alcune testate storiche locali.

Si va verso la progressiva digitalizzazione dei fondi e delle collezioni, o di loro nuclei significativi, conservati dalla Biblioteca Comunale Manfrediana. L’obiettivo è quello di far conoscere, rendere fruibile e valorizzare un patrimonio culturale di grande pregio, senza pregiudicarne la conservazione. L’origine del progetto risale ad alcuni anni fa e si colloca all’interno del più ampio progetto di Biblioteca digitale romagnola sostenuta dalla Rete Bibliotecaria di Romagna, che avviò la digitalizzazione di alcune testate storiche locali.

La Biblioteca di Faenza, oltre a dare la piena adesione al progetto mettendo a disposizione alcuni dei suoi periodici storici, propose la digitalizzazione dello “schedario Rossini”, strumento indispensabile per le ricerche storiche, utilizzato da sempre dagli studiosi faentini, ma proprio per questo a rischio di conservazione. Nel 2010 la Biblioteca organizzò una giornata di studi dedicati alla presentazione del primo progetto di Biblioteca digitale faentina. Da allora il progetto è cresciuto, arricchendosi di nuovi e prestigiosi contenuti, che rendono questa sezione della Biblioteca un portale pronto per essere messo a disposizione del grande pubblico.

La digitalizzazione oltre ad offrire un accesso contemporaeno e veloce a una molteplicità di utenti sparsi nel mondo non ha limiti di orario  e consente di risolvere, almeno parzialmente, quelle che apparentemente sembrano due istanze diametralmente opposte e di difficile conciliazione: accesso e conservazione. I beni culturali conservati dalle biblioteche e dagli archivi per essere fruiti devono essere manipolati, toccati, movimentati e queste azioni compromettono la loro conservazione. Ma d’altronde la funzione di questi istituti è quella di facilitare l’accesso ai documenti e ai libri in modo che la consultazione del patrimonio delle epoche precedenti diventi l’oggetto di studi, ricerche e approfondimenti. La pura conservazione sarebbe priva di senso.

Le biblioteche  hanno sempre investito in architetture dell’informazione, nella capacità di selezionare, gestire organizzare il sapere creando connessioni semantiche, attribuendo valore aggiunto ai singoli documenti attarverso la struttura sindetica (relazionale) dei cataloghi, gli strumenti indicali, i linguaggi di indicizzazione semantica e di classificazione. Questa sensibilità si traduce nella progettazione di nuovi contesti digitali e di spazi logici di interazione tra gli utenti e l’universo documentario e dei servizi, dei quali i progetti di digitalizzazione rappresentano uno degli esempi. I vantaggi sono innumerevoli: si rende possibile la fruizione di opere che altrimenti non sarebbero accessibili,  le immagini possono essere riprodotte senza perdita di qualità e non si rovinano con l’uso. Gli orginali restano comunque a disposizione dei ricercatori per quelle ricerche che non possono essere sostituite dalla consultazione on line.

La Biblioteca Digitale Faentina vuol far conoscere e diffondere il patrimonio della Biblioteca, che comprende anche una ricca collezione artistica oltre che bibliografica, stimolando la curiosità, seminando idee e perché no, sollecitando inedite ricerche e richiamando l’attenzione del pubblico che potrebbe trovare nuovi stimoli e suggerimenti per recarsi fisicamente fra le mura del complesso monumentale che ospita l’Istituto. Gli accessi sono possibili direttamente dal portale e dall’Opac della rete tramite l’oggetto digitale.

Il sito, realizzato con risorse interne della Biblioteca e con la collaborazione del Servizio informatica del Comune di Faenza, si articola in  diverse sezioni: Schedari e documenti, che comprende gli studi di mons. Giuseppe Rossini e di Gian Marcello Valgimigli; Raccolte e fondi dove troveranno progressivamente spazio i fondi antichi, i manoscritti, i fondi archivistici e le ricche collezioni che hanno contribuito a far grande la Biblioteca di Faenza Periodici locali con molte testate a testo pieno, fra cui quella del Piccolo, che nasceva a Faenza il 7 maggio 1899 e la cui Direzione, che sentitamente si ringrazia, ha appoggiato la messa on line delle annate fino al 1946 Mappe e carte geografiche, che illustra le diverse tendenze della cartografia, oltre che le grandi e piccole modifiche del centro abitato di Faenza. Completano il sito la sezione Scaffale, che accoglie le digitalizzazioni dei testi richiesti dai lettori e la sezione Mostre. Quest’ultima accoglierà progressivamente tutte le esposizioni realizzate dalla biblioteca, che continueranno ad essere fruibili nel tempo anche ben oltre la durata dell’evento, così da evitare quella dispersione di contenuti tipica delle mostre temporanee.

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