giovedì, 23 maggio 16°

Edificio ultra-moderno a Mi.Ma: "Ma non chiamatelo grattacielo"

Non chiamatelo "grattacielo": è la raccomandazione di Mario Cucinella, l'architetto progettista dell'avveniristica struttura proposta per la riqualificazione della Prima Traversa a Milano Marittima.

Redazione 9 luglio 2012
10

Non chiamatelo “grattacielo”: è la raccomandazione di Mario Cucinella, l'architetto progettista dell'avveniristica struttura proposta per la riqualificazione della Prima Traversa a Milano Marittima. La società che intende realizzare la maxi-opera, che sta già suscitando non poche polemiche – immancabilmente presenti quando ci sono progetti ultra-moderni – ha acquistato addirittura una pagina di giornale pubblicitaria per far spiegare al progettista il senso autentico della struttura, l' “edificio-scoglio” incuneato sul mare, perché questa sembra essere la definizione migliore.

Annuncio promozionale



Cucinella è il fondatore di Mario Cucinella Architects ed un architetto di spicco in primis per le opere ambientalmente sostenibili. Nato in Italia nel 1960, si laurea a Genova con Giancarlo De Carlo nel 1987. Dal 1987 al 1992 lavora nello studio di Renzo Piano a Genova e a Parigi, come responsabile di progetto. Nel 1992 fonda Mario Cucinella Architects (MCA) a Parigi e nel 1999 a Bologna. Dal 1998 al 2006 è professore a contratto del Laboratorio di Tecnologia dell'Architettura della Facoltà di Architettura di Ferrara. Dal 2004 è visiting professor presso la Università di Nottingham. È particolarmente interessato ai temi legati alla progettazione ambientale e alla sostenibilità in architettura.

E dalla sua esperienza illustra, nello scritto di suo pugno della pagina pubblicitaria, l'architetto Cucinella: “L'edificio è stato posizionato in direzione perpendicolare al mare per ridurre l'impatto visivo sulle spiagge. La sua sezione sottile lo rende così più leggero, eliminando l'effetto 'palazzine' che molto spesso troviamo sulla costa. E poi non lo chiamerei grattacielo perché i grattacieli sono tutt'altra cosa”,

Nel progetto, che insiste sull'area della Prima Traversa sul Canalino, è previsto anche un parco pubblico e passaggi diretti alla spiaggia. Per Cucinella “troppo spesso le nostre città sono assediate dalla mediocrità”. “Lo sfasamento dei piani lo rende una struttura che gioca col vento”. E ancora: “Intercettare la brezza, non creare ombre nel periodo estivo sulla spiaggia ed infine le terrazze verdi: tutto questo contribuirà a definire l'immagine di un edificio giardino molto diverso dai parallelepipedi con persiane che troviamo intorno”.

A proporre l'avveniristico edificio è la società Pentagramma Romagna. L'edificio avrà 18 piani, per un totale di 58 metri di altezza. L'area è quella di fronte allo storico grattacielo di Milano Marittima, realizzato nel 1956. Il parco pubblico di pini occuperà 11mila metri quadri e il canalino rimesso a nuovo nel nuovo contesto ambientale. Quanto costerà? Per Pentagramma l'investimento ipotizzato è di 20 milioni di euro. Il progetto dovrebbe essere la punta di diamante del Centenario di Milano Marittima. Per il progettista in sostanza l'edificio deve assomigliare ad una catasta irregolare di assi di legno e non al solito parallelepipedo a sviluppo verticale. Ma sopratutto deve incontrare il consenso di tutti gli operatori del posto, quale nuovo emblema di Milano Marittima. Da qui, forse, anche la scelta di Pentagramma di ri-presentarlo in grande stile mediante una pagina pubblicitaria.
 

Mario Cucinella
Cervia
architettura
turismo

10 Commenti

Feed
  • Avatar di None IoSono

    None IoSono Scusate, ma ripeto una domanda?
    Chi paga? il tutto , con quali quote?,
    Anche perchè se non viaggia a pieno regime diventa solo un altro luogo che raccoglierà erbacce animali e senzatetto di malaffare come già accade in tanti luoghi della nostra riviera, anche nella stessa Milano Marittima, zona campeggio e ex colonie, un vero degrado da terzo mondo...

    il 10 luglio del 2012
    • Avatar di Giubberosse

      Giubberosse Cosa ti importa di chi paga e con quali quote... sei uno della finanza? se ci sono dei privati che vogliono investire lasciamoli lavorare.. poi ci si lamenta che l'economia è ferma...

      il 12 luglio del 2012
  • Avatar anonimo di Movecloser

    Movecloser Una vera schifezza, altro cemento quando bisognerebbe eliminare la metà di quello esistente,cosa ce ne dobbiamo fare di una catasta irregolare di assi di legno davanti al mare?, certo che la fantasia di certi architetti scuote non poco, per non parlare poi degli amministratori che rilasciano certi permessi, per loro servirebbe l'allontanamento dai pubblici uffici.

    il 10 luglio del 2012
    • Avatar di Giubberosse

      Giubberosse Cosa centrano gli amministratori? se il progetto è in regola con tutto, per quale motivo uno dovrebbe vedersi respinta la pratica? per te può essere schifoso e per me bellissimo... ma non si possono prendere le decisioni in base al gusto e se i prarametri architettonici sono rispettati ben venga qualcosa di nuovo e moderno

      il 12 luglio del 2012
  • Avatar di Giuseppe

    Giuseppe Anche a me piace. Uno dei problemi di questo Paese è che quando si progetta qualcosa di architettura contemporanea ci sono sempre i criticoni e alla fine si fa tutto all'estero, con architetti italiani. L'obbrobrio della Riviera è formato da tutte quelle palazzine costruire negli anni 60 e 70 come alveari, tutti parallelepipedi senza alcuno sbuzzo o i casermoni delle colonie. Questa è la cementificazione. I grattacieli costruiti negli anni 50, per quanto semplici, sono ancora dei simboli identificati e di prestigio delle nostre località marine, perché? Forse perché sono comunque diversi dal panorama solito. L'idea di una "catasta di legno", di quei piani, anche dissassati tra loro con aperture in mezzo pare bella. Certo, la manutenzione dovrà garantire sempre decoro (no a muri scrostati etc). Quindi avanti col progetto e un po' di coraggio via. Se nel 1500 non avessero avuto un po' di azzardo (con le tecniche e gli stili del tempo) non ci sarebbe stato il Rinascimento italiano!

    il 10 luglio del 2012
    • Avatar di None IoSono

      None IoSono Se si vuol parlar di architettura,ma come arte, un oggetto tale per aver apprezzamento e valore attorno deve avere larghi spazi aperti, si vedano come esempio gli edifici moderni di Dubai, dove li sì che si hanno vere opere d'arte, e non solo Dubai, questo invece è un oggetto mal fatto poggiato la dove c'era un buco per mettelo soffocato da tutto ciò che gli sta attorno.

      Se lo si vuol costruire e gli si vuol dar un adeguato merito e rilievo di prestigio estetico si deve assolutamente abbattere tutto ciò che lo circonda per un raggio di non meno 300 mt e arricchire questi spazi con opere artistiche fontane e/o giardini...

      Allora sì che si parla di opera architettonica di prestigio, così è solo un oggetto messo a sooffocare in un buco...

      La differenza c'è ed è sostanziale!!!

      il 10 luglio del 2012
  • Avatar di Matteo L

    Matteo L A me piace. E' molto piu' bello di certi casermoni sovietici che si vedono in riviera.

    il 10 luglio del 2012
  • Avatar di Gianfranco Mazzolani

    Gianfranco Mazzolani Leggo "NON CHIAMATELO GRATTACIELO" ma "OBROBRIO SI". Mi chiedo è mai possibile autorizzare la costruzione di edifici che vanno a rovinare il paesaggio di una zona già altamente edificata andando ad aggravare di peso un'area dove la subsidenza è già elevata.Ormai la costa non esiste più è tutto un susseguirsi di case da Rimini a Comacchio, si continuano a inserire scogliere per fermare l'avanzata delle acque. Se continuiamo così torniamo alle orgini dove le valli erano le padrone della costa e può anche darsi che il mare arrivi a Forlì. Nella nostra regione purtroppo si pensa di più ai soldi che all'ambiente vedi anche il proseguo della E55 e la via Emilia bis.

    il 10 luglio del 2012
  • Avatar di None IoSono

    None IoSono P.S. sembra un sandwich venuto male ed avariato!!!
    ;)

    il 9 luglio del 2012
  • Avatar di None IoSono

    None IoSono Un vero obbrobrio estetico, e poi anche un pugno nell'occhio ambientalmente parlando, comunque dal punto di vista estetico osceno e inadeguato al nostro litorale....

    E poi chi paga? è solo privato? o forse dobbiamo mettere soldi anche noi cittadini?
    Seri dubbi a riguardo...

    il 9 luglio del 2012