A Ravenna e provincia oltre 500 famiglie sotto sfratto per morosità

La crisi acuisce il problema degli sfratti per morosità. Meno soldi in tasca, per certe fasce di reddito, significa trovarsi nell'emergenza abitativa

La crisi acuisce il problema degli sfratti per morosità. Meno soldi in tasca, per certe fasce di reddito, significa trovarsi nell'emergenza abitativa.  Nella provincia di Ravenna i provvedimenti di sfratto emessi nel 2011 è di 567, di cui 518 per morosità. Gli sfratti per morosità in particolare sono stati 127 a Ravenna città e altri 391 nel resto del territorio provinciale. Si tratta di dati in aumento, seppure non enorme, dello 0,7%. All'ufficiale giudiziario sono state presentate inoltre 632 richieste di sfratto nel 2011, quelle eseguite sono state 333.

 

"I dati complessivi del 2011 - fa notare l'Unione inquilini -, disegnano una condizione di sofferenza sociale acuta: quasi 64 mila nuove sentenze emesse a livello nazionale, di cui quasi 56 mila per morosità e 124 mila richieste di esecuzione forzata. Non tragga in inganno, quindi, il meno 2,3% sul totale degli sfratti emessi nel 2010. Il dato degli sfratti è pertanto ancora in aumento pesante su tutto il territorio nazionale e crescono di oltre l'11% le richieste di esecuzione forzosa degli sfratti con l'Ufficiale Giudiziario.Malgrado l'aumento clamoroso degli ultimi anni, la morosità riesce a crescere ulteriormente. Nel 2011, gli sfratti per morosità sfiorano il 90% del totale delle nuove sentenze emesse (contro l'85% dello scorso anno)".

 

"A questi dati agghiaccianti - continuano i rappresentanti degli inquilini - vanno aggiunte le conseguenze inevitabili derivanti dai tagli sociali effettuati dal governo con l'azzeramento del fondo sociale per gli affitti che riguardava circa 300 mila famiglie sul territorio nazionale con redditi bassi. Dallo scoppio della crisi, l'andamento degli sfratti segnala con evidenza l'acuirsi di una irrisolta questione sociale legata al diritto alla casa negato".

 

"Serve una sospensione immediata dell'esecuzione di tutti gli sfratti - chiedono gli inquilini -, compresa la morosità incolpevole e uno stanziamento straordinario per ripristinare un fondo sociale per gli affitti adeguato alle esigenze delle famiglie in difficoltà.Serve un piano straordinario per gli alloggi popolari, utilizzando con priorità il patrimonio pubblico e le aree pubbliche. Questa sarebbe una "valorizzazione sociale" dei beni pubblici e non la dismissione speculativa che il governo prepara. Sarebbe una grande opera pubblica, un investimento per il lavoro e la giustizia sociale."

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