Eni: "Italia nostra priorità, a Ravenna 2 miliardi di investimenti da qui al 2020"

Lunedì Eni ha illustrato il piano degli investimenti e delle attività upstream a Ravenna nel quadriennio 2017-2020. Obiettivo principale della compagnia è abbassare i tempi degli iter autorizzativi

"L'Italia per noi rappresenta una priorità assoluta": con queste parole Antonio Vella, chief upstreamer officer di Eni, ha presentato lunedì pomeriggio il piano degli investimenti e delle attività upstream a Ravenna nel quadriennio 2017 - 2020, alla presenza del sindaco Michele De Pascale, dei rappresentanti della Provincia, della Regione e del ministero dello Sviluppo economico. "Eni opera a Ravenna fin dal 1952, anno della prima scoperta di gas. Questa lunga tradizione ha favorito la nascita e lo sviluppo di un distretto industriale di eccellenza, con società dell'indotto ravennate leader in Italia e nel mondo - commenta Vella - L'upstream è ancora oggi un fattore chiave di crescita per l'economia locale ed Eni, pur nello scenario di prezzi attuale, ha confermato investimenti per oltre 2 miliardi nei prossimi 4 anni in attività di sviluppo e mantenimento degli asset nell'offshore ravennate. Si tratta di un impegno concreto, superiore all'investimento di qualsiasi altra industria nel territorio, che testimonia la centralità del polo ravennate nelle strategie di Eni". Nel periodo di piano industriale "la produzione in quota Eni sarà stabile intorno ai 53mila barili di olio equivalente al giorno, tuttavia il potenziale dell'area consentirebbe di raddoppiare la produzione nel 2020, a fronte di ulteriori investimenti e di iter autorizzativi certi e celeri".

"Se l'Eni deve investire in un ciclo integrato, non c'è niente di meglio di Ravenna per farlo", commenta Paolo Carnevale, responsabile del distretto centro-settentrionale Eni. I due miliardi di investimento serviranno principalmente per abbassare le tempistiche degli iter autorizzativi: Eni si dichiara infatti leader nelle tempistiche, ma non in Italia, dove i tempi medi degli interi processi sono di 50 mesi, contro una media internazionale di 10 mesi.

L'obiettivo di Eni è puntare sulla produzione di gas italiano e, con il supporto di tutti gli stakeholder, tornare ai valori produttivi di 10 anni fa. Nella strategia di Eni "il gas riveste un ruolo fondamentale, in quanto rappresenta il miglior partner possibile per le rinnovabili nella transizione verso un futuro di energia sostenibile a basso contenuto di CO22. In quest'ottica, Ravenna conferma la sua importanza strategica in quanto, grazie a un network infrastrutturale già esistente e a un indotto di alto livello, è possibile produrre gas in modo competitivo e sostenibile". Gli investimenti avverranno "in un quadro di completa sostenibilità ambientale: elemento centrale del programma è il ridottissimo impatto sull'ambiente, grazie all'utilizzo prevalente di impianti e strutture esistenti e alla dismissione di alcuni asset non più funzionali nel piano di rilancio delle attività nell'offshore". Eni infatti si impegna ad avviare nel territorio di Ravenna le attivita' di decommissioning, in concerto con tutti gli Enti competenti. L'innovazione tecnologica "sarà una leva fondamentale del piano industriale. I progetti di ricerca e innovazione, attualmente in corso di sperimentazione, renderanno le piattaforme di Ravenna un vero e proprio laboratorio per l'adozione di nuove tecniche per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, favorendo l'interazione gas-rinnovabili. Eni, infatti, dedicherà il 50% degli investimenti globali R&D allo sviluppo di nuove tecnologie, per una transizione energetica verso un futuro low-carbon".

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