Artista miope disegna la Divina Commedia su un foglio di 97 metri: "Sogno di esporre a Ravenna"

Un'opera d'arte mastodontica, proprio come quella realizzata da Dante Alighieri nel 1321 e che ancora oggi continua a essere letta sui banchi di scuola da migliaia di studenti. E' quella portata avanti dall'artista Enrico Mazzone

Un'opera d'arte mastodontica, proprio come quella realizzata da Dante Alighieri nel 1321 e che ancora oggi continua a essere letta sui banchi di scuola da migliaia di studenti ogni anno. E' quella portata avanti dall'artista Enrico Mazzone, che ha deciso di realizzare un immenso disegno a matita utilizzando come base un foglio smisurato, di ben 97 x 4 metri.

La passione per il disegno del 36enne, formatosi nella Reale accademia Albertina di Belle arti a Torino, nasce tanti anni fa: "Adoro disegnare da quando mio nonno Giovanni è mancato - spiega Mazzone - Avevo 4 anni e come reazione, senza aver compreso il suo "viaggio", disegnavo croci, bare e cimiteri. Poi ho evoluto il mio stile, fino a farlo diventare ricercato nei dettagli barocchi e nella tecnica sopraffina e puntinata, tipica di incisori come Durer o Dorè".

Nel 2014, Mazzone decide di trasferirsi a Reykjavik per lavorare come aiuto cuoco: "Poi ho ricevuto una chiamata dalla Residenza Raumars per venire qui a Rauma a operare come artista - racconta l'artista torinese - All'inizio del 2015, poi, ho ricevuto un'altra richiesta di cooperazione con il Museo d'Arte di Upernavik, nella Groenlandia Artica, e ho passato due mesi a disegnare costellazioni. Ritornato a Rauma ho trovato un lavoro estivo come decoratore d'esterni. Al termine del 2015, soddisfatto e senza sapere come reinventarmi, invece di rientrare a Torino o in Islanda ho deciso di creare quello che ritengo il mio unico progetto valido: fare un grande disegno per raccontare attraverso mitologia, iconografia e archetipi un lungo e coraggioso percorso, strizzando l`occhio a chi finora abbia fatto qualcosa di simile e irrepetibile in letteratura. Ovvero Dante Alighieri".

L'artista si è quindi recato in visita in una cartiera locale: "Ho chiesto di poter avere un grande foglio da utilizzare per un disegno. Avuto dunque uno scampolo di foglio da 97 metri x 4, ho iniziato ad adoperarmi per cercare una stanza da lavoro e il materiale, matite e temperini. Nel giro di un mese ho iniziato letteralmente a sdraiarmi sul foglio e a tracciare i primi puntini e linee dai preparatori che avevo abbozzato. La proporzione dei foglietti, messi uno a fianco all altro, mi ha dato la sequenza della scala reale, ovvero 30 metri. Ho impiegato 10 mesi lavorando costantemente per 10 o 14 ore al giorno, eccetto i weekend. E' stato un vero e proprio piacere: mi sentivo quello che sono ancora, ovvero un bambino che cerca di disegnare cose sconosciute per il piacere di estendere i limiti di difesa a paure remote. I primi 30 metri sono stati esposti il 6 dicembre a Rauma, in occasione del giubileo del centenario dell'indipendenza finlandese dal dominio russo. Il foglio è stato srotolato nel pavimento della City Hall, attirando l'attenzione di 480 visitatori in 5 ore".

"Poi, dopo quei primi 30 metri in cui rappresentavo i boschi patrimonio Unesco di Rauma, ho pensato di creare un parallelo con qualcosa di ben più ampio e dettagliato nel costume culturale italiano: la Divina Commedia - continua l'artista - Ombre, deliri, sogni e visioni di speranza mi sono di colpo passati in una parata febbricitante dalla quale non ho potuto fare a meno di frenarmi, rimettendomi a disegnare altre bozzette per ripetere lo stesso gioco di accostarle una a fianco all'altra e continuare una storia legandola con un filo rosso. Il Comune mi ha concesso un diverso studio da quello precedente, dovuto alla demolizione della vecchia scuola superiore dove sono stato ospitato nel corso del 2017. Ora lavoro in una stazione di pullman che funziona da deposito auostradale. Ho ripreso da due mesi soltanto e mi sono portato avanti di 5 metri. Lo stile è leggermente virato: continuo a soddisfare la mia elevata miopia puntinando enormi complessi di figure giganti. Ora sto lavorando sui fianchi di Virgilio. Ha un taglio più rinascimentale che rimescola Botticelli a Durer, quindi una miscela che prende due eccellenze per sintetizzarle in uno stile figurativo preciso, ma non necessariamente iper-realista. Cercherò di non limitare l'immaginazione a riprendere alcune scene della Commedia e illustrare certosinamente quanto scritto finora, nè copiare dalle magnifiche incisioni di Dorè, ma mi permetto con un po' di gusto romantico di dare ai personaggi una nuova missione che non stoni comunque con quanto è stato portato avanti per secoli".

Del progetto è al corrente anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi, che ha incontrato l'artista: "Diverse volte mi ha aiutato, logisticamente e finanziariamente - racconta il disegnatore - Sono in contatto con le ambasciate italiana e finlandese e sto cercando di operare con alcune delle varie società Dante Alighieri finlandesi e italiane, ora la città di Torino sembra avermi concesso il patrocinio. Un'altra di Atlanta è invece interessata a registrare  un videocumentario. Dovrei terminare il disegno nel 2021, e mi piacerebbe poter esporre la mia opera a Ravenna in occasione delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante".

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