Escavo del Porto, ancora non c'è una data: "Chi è il colpevole dei ritardi?"

Il gruppo consiliare di Ravenna in Comune ha posto alcune urgenti domande al sindaco: a rispondere a queste domande è stato il vicesindaco Eugenio Fusignani

Il 26 aprile scorso, dopo l’ennesima ordinanza della Capitaneria di Porto di Ravenna che ha ridotto ulteriormente le potenzialità di traffico commerciale nel porto di Ravenna, il gruppo consiliare di Ravenna in Comune ha posto alcune urgenti domande al sindaco. "Le domande sono venute fuori spontaneamente - spiega il capogruppo Massimo Manzoli - considerato che le limitazioni alla navigazione dipendono dalla solita causa dell’insabbiamento del Porto; che l’insabbiamento è normale in un porto canale e che bisognerebbe provvedere continuativamente con ordinarie manutenzioni asportando la sabbia in eccesso; che invece la sabbia non viene asportata perchè non si saprebbe dove metterla e ci si adatta a lasciarla dentro al porto spostandola dove si sono creati eventuali avvallamenti o dove dà meno fastidio; che interventi di questo tipo servono al più a tamponare la falla senza riuscire a chiuderla: il rischio di perdere traffici e linee già presenti in porto è elevato e la capacità di acquisirne di nuovi diventa improbabile; che l’Ente Porto e il Comune ripetono da tempo che non può esserci né manutenzione né approfondimento dei fondali al di fuori del progetto definitivo di escavo approvato dal CIPE nel febbraio dello scorso anno; che non è stato ancora assegnato l’incarico di redigere la progettazione esecutiva e, quindi, curarne la realizzazione e viene anzi di giorno in giorno rinviato il momento della pubblicazione del bando di gara".

A rispondere a queste domande è stato il vicesindaco Eugenio Fusignani: "Avevamo chiesto se fosse possibile sapere, in via definitiva e senza ulteriori rinvii, come verrà risolta l’emergenza, in che tempi e quando verrà pubblicato il bando per l’affidamento delle attività di progettazione esecutiva e dei successivi dragaggi del porto - continua Manzoli - Ci è stato risposto che, per quanto riguarda la pubblicazione “ragionevolmente si stima potersi fare entro l’estate del corrente anno”. Quanto possa essere attendibile la stima ce lo dirà il futuro. Per il passato ricordiamo che nel maggio 2017, sei mesi dopo la nomina, Rossi aveva fissato la pubblicazione “all’inizio del 2018” e l’avvio dei lavori all’inizio di quest’anno. Solo due mesi dopo, nel luglio 2017, era indicata “tra marzo e aprile 2018”. Scavallato l’anno, nel febbraio 2018, dopo la deliberazione del CIPE, il termine diventava “entro l’estate 2018”. Arrivati ad ottobre 2018, cioè dopo la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale della delibera CIPE, la pubblicazione era fatta slittare “tra fine 2018 ed inizio 2019”. Ed ora si è scivolati fino a settembre! Per quanto riguarda l’emergenza è stato risposto che l'Autorità di sistema portuale è intervenuta e nei prossimi giorni avvierà interventi di livellamento dei fondali […] comunque avendo presente che trattasi di interventi tampone, indispensabili nelle more dei lavori del progetto Hub, ma non risolutivi”. Niente che già non si sapesse, dunque. E per il futuro? Avevamo domandato: “Conseguentemente, in quale data avranno inizio i lavori di escavo all’interno del porto (non bastando quelli all’esterno delle dighe)?”. Nessuna risposta! Temevamo in effetti che non si andasse oltre l’ennesima ipotesi priva di certezze, per la pubblicazione della gara, e che non ci fosse nemmeno quella, per quanto riguardava l’inizio degli escavi, pertanto avevamo chiesto: “Infine, nel solo caso non fosse possibile dare una risposta certa alle due domande precedenti, quale ragione impedisce di averla? In altri termini, chi o che cosa porta la responsabilità di un porto perennemente in emergenza ed al contempo in perenne attesa di vedere avviati gli indispensabili lavori, sempre sul punto di iniziare e sempre invece rimandati?”. Anche qui, nessuna risposta! È stato però inserito tra le premesse che, tra le altre cose, a mancare ancora sono “le autorizzazioni allo svuotamento della "cassa Nadep" indispensabile per il deposito del materiale di risulta degli escavi prima della destinazione finale a sottofondo delle aree logistiche”. La relativa Conferenza dei servizi si è attivata solamente il 4 aprile scorso e “solo successivamente a quella Conferenza si potranno avviare le procedure per la pubblicazione del bando di gara”. Del suo esito non sappiamo dal vicesindaco ma, anche in questo caso, dalla stampa: sono state richieste integrazioni documentali. Dunque, ancora non è rilasciabile l’autorizzazione allo svuotamento".

Cosa si deve concludere? Secondo il consigliere d'opposizione, "che il Comune e l’Autorità Portuale non sanno ancora quando avranno in mano gli elementi necessari per dare il via alla gara, ma sperano di farcela entro l’estate. Come noto, si tratta di una gara lunga e complessa (almeno 6 mesi se non ci sono intoppi secondo le previsioni di Rossi), al termine della quale verrà individuato il general contractor incaricato, prima, di redigere la progettazione esecutiva e, poi, stando al progetto definitivo approvato dal CIPE, di procedere all’effettuazione dei lavori: 4 anni per il rifacimento delle banchine e 6 anni per il completamento del dragaggio. Ci si consenta di non essere ottimisti su una soluzione dei problemi del porto in tempi accettabili: l’esperienza e i precedenti ci fanno temere che non si riesca a vedere alcun dragaggio con estrazione di materiale dal canale Candiano prima delle prossime elezioni comunali. Primavera del 2021, dunque, ad andar bene… si fa per dire! Se Sindaco e Presidente dell’Autorità Portuale hanno in mente una data più ravvicinata ce lo facciano sapere, cortesemente. Altrimenti, forniscano almeno l’elenco completo dei passaggi amministrativi che ancora mancano all’avvio di quella benedetta gara. Ah, sì: e il nome del colpevole del ritardo, naturalmente".

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Cna: "Sbloccare i 100 milioni di Anas e dare il via ai lavori dell'hub portuale"

"I dati più recenti della movimentazione delle merci del porto di Ravenna relativamente ai primi due mesi del 2019 hanno registrato un calo complessivo del 5,8%. Un dato negativo che riguarda la quasi totalità delle merci e, anche se è opportuno evidenziare che la ristrettezza del periodo esaminato non permette valutazioni complessive sui trend futuri, per noi sta manifestando preoccupanti segnali di involuzione dei traffici - rincarano la dose dalla Cna ravennate - Preoccupazione ulteriormente aggravata dalla recente ordinanza della Capitaneria di Porto che, nonostante l’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria dei fondali, impone ancora di far entrare solo i mercantili con pescaggio massimo pari a 10,20 metri. Quindi, a nostro parere, il vero problema rimane quello del concreto avvio del progetto Hub portuale in grado di permettere il generale approfondimento dei fondali creando nuove prospettive di sviluppo che riguardano sia il traffico delle merci che quello passeggeri. Questo è quanto rileviamo come Cna, dando anche la piena disponibilità e il supporto dell’associazione a tutte le autorità competenti in materia per accelerare le procedure autorizzative e per giungere finalmente al concreto avvio dei lavori. Considerando inoltre che al problema fondali si aggiungono oggi, in maniera particolarmente drammatica, anche le difficoltà di collegamento stradali a seguito del blocco della E45, della Ravegnana e, più in generale, delle condizioni disagiate delle varie strade di collegamento all’area portuale. A tal riguardo sosteniamo l’iniziativa del Sindaco di Ravenna per sbloccare velocemente i 100 milioni che Anas ha destinato a favore della manutenzione dei collegamenti stradali ravennati".

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