Faenza, ospedale senza pediatra di notte: si va a Forlì, Imola o Ravenna

I cittadini faentini troveranno una soluzione entro i 20 chilometri di distanza per le emergenze pediatriche, che non possono trovare risposta dalle 20 alle 8 all'ospedale di FaenzaI cittadini faentini troveranno una soluzione entro i 20 chilometri di distanza per le emergenze pediatriche, che non possono trovare risposta dalle 20 alle 8 all'ospedale di Faenza. Lo spiega il direttore generale dell'Ausl di Ravenna Tiziano Carradori

I cittadini faentini troveranno una soluzione entro i 20 chilometri di distanza per le emergenze pediatriche, che non possono trovare risposta dalle 20 alle 8 all'ospedale di Faenza. Lo spiega il direttore generale dell'Ausl di Ravenna Tiziano Carradori, in riferimento ad un ordine del giorno  inerente la temporanea sospensione della Pronta Disponibilità Pediatrica per le consulenze al Pronto Soccorso di Faenza nelle ore notturne (dalle 20 alle 8).

Spiega Carradori: “Ci pare doveroso fornire ai gruppi consiliari, alcune precisazioni, che riteniamo utili ai fini della discussione del Consiglio Comunale. Il 29 luglio scorso, in sede di Comitato di Distretto di Faenza, ho fatto presente la difficoltà dell’azienda a reperire sul mercato i pediatri: ho precisato  che in organico mancavano 5 di queste figure professionali su un totale di 20 e che quindi sarebbe stato difficile sostenere il precedente assetto organizzativo”.

L'Ausl spiega di aver scorso graduatorie e indetto nuovi concorsi, fino al tentativo di attingere dalle graduatorie di altre Aziende Sanitarie di Area Vasta. “Questo concorso si svolgerà entro la metà di dicembre”, annuncia Carradori. “Tutto ciò per ribadire la tempestività con cui l’Azienda ha cercato di far fronte alle criticità crescenti riscontrate, intraprendendo tutte le strade possibili”.

L’attuale situazione di carenza di organico sta determinando seri problemi di sovraccarico sui pediatri che assicurano la Pronta Disponibilità. L’equipe ha infatti maturato, nel primo semestre dell’anno, 2716 ore di straordinario, vale a dire un numero di ore equivalenti a due medici a tempo pieno. Sempre Carradori: “La soluzione temporanea adottata è stata individuata per dare un seppur parziale sollievo a questo sovraccarico, salvaguardando la piena funzionalità dei punti nascita di Lugo e Faenza e il relativo supporto pediatrico, riducendo invece l’impegno notturno per le consulenze di pronto soccorso. Al fine di minimizzare i disagi all’utenza e per garantire la risposta ai bisogni di salute della popolazione pediatrica, l’Azienda ha stipulato un accordo con le Aziende di Imola e Forlì che prevede che i bambini che accedono al Pronto Soccorso di Faenza nelle ore notturne e necessitano di ospedalizzazione, dopo essere stati valutati dal medico di Pronto Soccorso, siano inviati in ambulanza,  direttamente ai reparti delle Pediatrie di Ravenna, Imola e Forlì, a seconda della scelta dei familiari. Una soluzione temporanea che assicura  al 90% dei residenti in fascia di età pediatrica, l’accesso entro i 20 chilometri di distanza, a ospedali con  Guardia Attiva pediatrica. Un principio di accessibilità che ci pare fosse stato sollecitato, anche per altri aspetti da alcuni consiglieri comunali di Faenza”, conclude Tiziano Carradori.

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