Folklore a rischio estinzione, un ente tutelerà le tradizioni romagnole

In un incontro che si terrà sabato alla “Cà del ballo” di via Dismano 219, il comitato promotore in collaborazione con il Comune, rappresentato dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi, compirà il primo atto di istituzione dell’ente tutela folklore e tradizioni di Romagna

In un incontro che si terrà sabato alla “Cà del ballo” di via Dismano 219, il comitato promotore in collaborazione con il Comune, rappresentato dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi, compirà il primo atto di istituzione dell’ente tutela folklore e tradizioni di Romagna, istituto che sosterrà la conservazione, la promozione e la valorizzazione delle tradizioni popolari e del folklore di tutta la nostra terra.

“All’incontro - dichiara  Mingozzi - abbiamo invitato tutti i Comuni della Romagna (hanno già confermato Dovadola, Forlì, Marradi, Riccione, Imola, Savignano, Castrocaro terme oltre a quelli della provincia di Ravenna) e le varie associazioni che curano questi aspetti tipici della vita culturale del territorio. Il nuovo ente sarà affiliato alla Federazione italiana tradizioni popolari, costituita da oltre cinquant’anni, e che fa capo al Ministero dei Beni culturali e all’Anci".

"Si tratta – spiega - di collegare manifestazioni che attualmente si svolgono in tutta la Romagna alla valorizzazione delle usanze, delle musiche, danze, canti e costumi che appartengono al patrimonio espressivo del nostro folklore, in parte dimenticato, e che rischia di non trovare memoria in alcuna documentazione”.

Sabato l’incontro sarà allietato dall’esecuzione di alcuni brani da parte della banda musicale “Città di Ravenna” e da un’illustrazione delle finalità che il professor Ferrino Fanti farà per il Comitato promotore. “Nella recente serata che abbiamo dedicato alla storia del maestro Secondo Casadei al Centro Congressi, e nelle giornate dedicate ad Anita Garibaldi che si svolgono ogni anno a Mandriole, - aggiunge il vicesindaco – numerose tra le associazioni invitate ci hanno chiesto di muoverci nel senso di un’istituzione che racchiuda tra tutte le province romagnole, il meglio della nostra storia affinchè sia possibile chiedere anche finanziamenti europei e regionali per sostenere le attività che si andranno a intraprendere. E questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di convocare l’incontro”.

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