Gas naturale, ancora tanti dubbi sul progetto: "Ma ormai è deciso: il deposito al Porto si farà"

In Commissione è stata discussa la petizione che esprime sette interrogativi riguardo al progetto di deposito di gas naturale liquido ai quali i firmatari cercano di trovare risposta

"Ormai è chiaro che il deposito di gnl al porto si farà". I cittadini che hanno dato vita al gruppo "Gnl ma sicuro", nato per cercare di reperire più informazioni possibili sul futuro deposito di gas naturale liquido (gnl) che verrà realizzato al porto, giovedì hanno partecipato alla commissione “Lavori pubblici, attività produttive e porto”, dove è stata discussa la petizione avente per tema la “Realizzazione di un deposito costiero di Gnl proposto dalla società Pir”. La petizione è stata promossa dal comitato Gnl - Garanzie Non Liquefatte e sottoscritta in un mese da circa 500 cittadini.

"L’impianto posto a ridosso degli abitati di Marina di Ravenna e Porto Corsini e il transito delle navi gasiere e dei camion destinati al trasporto del prodotto che circoleranno sulle nostre strade preoccupano non poco - spiega Lorenzo Mancini del circolo Matelda di Legambiente Ravenna, primo firmatario della petizione - Le risposte ricevute dai proponenti, dall’amministrazione e da chi lo sta autorizzando non hanno chiarito i moltissimi dubbi. La petizione richiede che il progetto venga discusso coi cittadini in una “inchiesta pubblica”, come previsto dalle normative. Gli impatti di questo nuovo impianto a rischio di incidente rilevante non saranno solo sui vicinissimi centri abitati, ma su tutto il territorio, visto che 17mila camion per il trasporto del Gnl sono previsti ogni anno sulle nostre strade".

La petizione esprime sette interrogativi, sette dubbi riguardo al deposito ai quali i firmatari vorrebbero trovare risposta. Troppo vicino alle abitazioni? (sarà situato a meno di 1 chilometro rispetto a luoghi sensibili quali scuole e abitazioni); Peggiorerà l'aria e l'ambiente? (con 17mila camion all'anno in più su via Baiona); A cosa sarà destinato il gnl? Sono previsti fondi europei per l'impianto? Quale sarà l'impatto ambientale complessivo del combustibile? (secondo i firmatari il bilancio emissivo non tiene conto delle perdite dirette di metano durante l'estrazione); Non è possibile ottenere gnl da fonti rinnovabili? ("secondo la regione Emilia Romagna sarebbe possibile ottenere dal territorio fino a 350 milioni di metri cubi all'anno di biometano da materie di scarto", si legge nel documento); Come si integra l'impianto nel porto canale? (quali problemi per il traffico navale, visto che l'impianto comporterebbe un aumento di 170 bettoline e 70 metaniere all'anno?). Come "controproposta", i membri del comitato Gnl ma sicuro propongono "mini impianti" di liquefazione distrubiiti sul territorio per il trasporto su gomma (rifornimento delle navi direttamente dal rigassificatore di Rovigo) e la realizzazione del deposito presso il piazzale Trattaroli, più lontano dal centro abitato. "Il pubblico deve farsi valere, non può essere assoggettato alla mercè del privato - conclude Mancini - Chiediamo dunque, viste le criticità evidenziate, l'istituzione di un'inchiesta pubblica".

Dall'aula si sollevano diversi assensi nei confronti della proposta di Mancini, ma l'assessore al Porto Eugenio Fusignani prende subito la parola: "Non è il consiglio comunale il luogo in cui ci si deve occupare di politica energetica - commenta il vicesindaco - Il procedimento ha adempiuto a tutti gli obblighi formali e sostanziali, anche riguardo le informazioni di carattere sia di sicurezza che ambientale, sono stati resi disponibili tutti i documenti per la visione, sia cartacei che in formato digitale. Credo che l'amministrazione abbia fatto tutto ciò che andava fatto e, se vogliamo, anche qualcosa in più. Le considerazioni all'interno della petizione presentata dal comitato sono legittime, ma l'inchiesta pubblica è in realtà già in essere e le procedure richieste sono già in corso da marzo 2017. Si propone il biogas, ma anche quest'ultimo combustibile non sarebbe privo di impatti ambientali, senza contare il disagio che provocherebbero gli "olezzi" nella zona. Anche la transitabilità e l'aumento di traffico può spaventare: via Baiona, però, non è stretta come è stato detto, ma ha le sezioni adeguate ed è in grado di sopportare tale aumento".

La discussione tra i consiglieri procede tra pareri positivi, negativi, dubbi e incertezze, "consapevoli di non avere le competenze necessarie, a differenza dei tecnici che hanno elaborato il progetto", ammette Daniele Perini di Ama Ravenna. "Non dimentichiamoci che alla Pir, la ditta costruttrice dell'impianto, è stato dato il permesso di costruire in deroga: quello del deposito di gnl non è un progetto che rispetta la norma urbanistica vigente - spiega Massimo Manzoli di Ravenna in Comune - Se si fosse partiti da un progetto che avesse rispettato le norme non saremmo neanche arrivati in consiglio, ma avremmo parlato di serbatoi molto più bassi o di un progetto diverso". Marco Maiolini di CambieRà punta invece i riflettori sulla questione traffico: "Il gnl è sicuramente migliorativo rispetto alla situazione attuale, però via Baiona è già stra-affollata. Sono contento che i cittadini abbiano formulato un'inchiesta pubblica, anche se questa petizione è in ritardo: ormai i giochi sono fatti, il deposito si farà".

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