Hub portuale, Lista per Ravenna: "Ancora diversi nodi da risolvere"

Secondo Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna, non è ancora possibile "dare carta bianca" al nuovo progetto da 235 milioni di euro destinato a rivoluzionare il Porto

E' stato presentato venerdì il colossale progetto "Hub portuale Ravenna 2017", un progetto articolato del valore di 235 milioni di euro che comprende l’approfondimento dei fondali della zona di accesso al porto sino a -13,50 metri, l’approfondimento del canale Candiano a -12,50 m sino a San Vitale, la realizzazione di una nuova banchina di oltre mille metri nella “Penisola Trattaroli”, l’adeguamento strutturale di oltre 6.500 metri di banchine portuali e la realizzazione di nuove piattaforme logistiche urbanizzate e attrezzate in area portuale.

Secondo Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna, non è tuttavia ancora possibile "dare carta bianca" al nuovo progetto per via di una serie di "nodi da risolvere". "Al terzo grande bacino di destinazione dei fanghi, la S3 posta tra la città e le Bassette, manca la Valutazione d’Impatto Ambientale obbligatoria per legge prima dell’approvazione del progetto preliminare - inizia a elencare Ancisi - In quello dell’attuale progetto, stesso preliminare del "Progettone", tale zona nemmeno figurava. Né figurava nel progetto delle opere connesse al Prp 2007. Il presidente dell’Autorità ha assicurato che “saranno implementate tutte le azioni di monitoraggio ambientale”, ma qui manca la condizione di partenza. Nella Logistica 2, poi, bisognerà “salvare” dai fanghi le proprietà agricole, del resto marginali, su cui alcune famiglie vivono, anche coltivandole da più generazioni. Non si potrà quindi far finta che, oltre a quella della Nadep, non siano da restituire al porto anche le altre preziose casse di colmata tuttora giacenti a discarica. Devono inoltre tornare agricoli a tutti gli effetti urbanistici i terreni di Porto Fuori, che il Comune si ostina a mantenere come piattaforma di fanghi portuali per successive maxi edificazioni logistiche, e dev’essere escluso qualsiasi ulteriore consumo di territorio grazie a cui costruire un nuovo terminal container in penisola Trattaroli: non sono obiettivi ragionevoli da proporre ai ravennati delle generazioni viventi; si pensi piuttosto a realizzare al più presto l’impianto di trattamento dei fanghi e a sperimentare le nuove draghe ecologiche, che non abbisognano di casse di colmata. Sulle altre problematiche più tecniche, quali l’adeguamento o la nuova costruzione di banchine e le nuove piattaforme logistiche che verrebbero realizzate sulle aree destinate a deposito dei fanghi, il sindaco dovrà farci vedere le carte essenziali dei 20 faldoni contenenti il progetto".

L'Hub portuale è pronto a salpare: progetto colossale da 235 milioni di euro

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