Ettore Muti, ricordato il gerarca fascista: alta sorveglianza delle forze dell'ordine

 I nostalgici si sono raccolti in un rituale celebrativo inneggiando al Duce

Si sono svolte domenica mattina le celebrazioni organizzate dall’Anai (Associazione nazionale arditi d’Italia) in occasione del 76esimo anniversario della morte del gerarca fascista Ettore Muti. I nostalgici - circa una trentina - si sono raccolti in un rituale celebrativo inneggiando al Duce. Era presente anche un gruppo di antagonisti. A presidiare la manifestazione Polizia, Carabinieri e Polizia Locale. I due gruppi non sono mai venuti a contatto grazie all'alta sorveglianza delle forze dell'ordine, anche se non sono mancate le contestazioni verbali durante la manifestazione. Sabato in piazzetta Unità d’Italia la consulta provinciale antifascista di Ravenna aveva invece  promosso la ‘serata antifascista e democratica’ con la presentazione del libro ‘Mi chiamo Iader’, autobiografia del partigiano Iader Miserocchi, anche con dibattito su ‘Neofascismo italiano ed europeo’. 

"Nella ribadita convinzione che lo scontro di piazza non rappresenta la soluzione di questa inaccettabile vicenda, l'ennesima provocazione fascista presso il cimitero ravennate in occasione della apologetica celebrazione del gerarca fascista Ettore Muti, con gli inaccettabili strascichi pomeridiani, poteva essere evitata vietando il raduno fascista, e ciò non compete al sindaco - commenta la Consulta provinciale antifascista di Ravenna - Più e più volte l'argomentata richiesta di vietare tale raduno è stata avanzata da questa Consulta, da molte associazioni, partiti, sindacati e cittadini, anche con interrogazioni parlamentari, alle autorità statali preposte perché viola il principio costituzionale contro il fascismo, l'articolo 4 della legge Scelba e inoltre perché è rifiutata da una prevalente parte della società civile locale, provoca tensioni, destabilizza l'ordine democratico. La tolleranza verso il neofascismo continua a provocare e a fare grottesca propaganda presso il cimitero di Ravenna dove, tutti sanno, non giacciono più i resti di Ettore Muti, e perciò non si tratta più di una visita privata ad un defunto; non è perciò la risposta consona. La Consulta, a questo punto, chiede spiegazioni, si riserva d'assumere iniziative nell'ambito e nel rispetto della legislazione vigente e ribadisce l'urgenza d'approvare nuove norme –per altro già presentate in Parlamento- in materia".

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