Il "Mosaico post-contemporaneo" da Ravenna vola fino in Francia

Per il Mosaico Contemporaneo Internazionale due mesi intensi quelli di ottobre e novembre in Francia, tra Paray-le-Monial, Chartres e Parigi

Per il Mosaico Contemporaneo Internazionale due mesi intensi quelli di ottobre e novembre in Francia, tra Paray-le-Monial, Chartres e Parigi, durante i quali il Mosaico Ravennate, con i suoi mosaicisti e mosaiciste, è stata una tessera significativa tra le tante provenienti da tutto il mondo, grazie anche a quanto la scuola ravennate ha saputo disseminare nel tempo.

È con l’opera divulgativa di Isotta Fiorentini Roncuzzi che nasce proprio a Ravenna, nel 1980, l’AIMC, Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei, un’eredità che ogni due anni rivive attraverso un Congresso Internazionale e un’esposizione musiva dei soci. Il Congresso, giunto alla 16esima edizione, si è tenuto nel mese di ottobre in Francia, a Paray-le- Monial, con oltre 200 soci partecipanti provenienti dai cinque continenti: tra i relatori da Ravenna, Rosetta Berardi, Enzo Tinarelli e Silvia Colizzi, è mancata, in questa edizione, un portavoce ufficiale della Biennale Ravennate del Primo Festival del Mosaico. Nell’esposizione invece, Silvia Colizzi ha presentato l’opera “Per Isotta”, dedicando alla socia fondatrice un Giglio Marino, simbolo fortemente radicato nella tradizione musiva ravennate, ma al contempo volto alla post-contemporaneità del mosaico stesso. Anche la performance partecipata in Site-Specific E-Motion, che Silvia Colizzi, insegnante presso il Liceo Artistico Nervi-Severini, ha dato vita alla fine della sua presentazione congressuale con il 19esimo Movimento “Lapidem in Corde et Magnum Opus Musivum”, ha prodotto un’opera musiva, donata poi alla Maison de la Mosaïque Contemporaine della cittadina ospitante, un simbolo dell’incontro armonico tra diverse individualità e culture, anche se apparentemente incompatibili fra loro.

A Chartres invece, città gemellata con Ravenna, si è svolto il 12esimo incontro internazionale, promosso dall’associazione francese le 3R (Rinserimento Riciclo Restauro) alla quale Ravenna ha partecipato con l’opera musiva collettiva “Odyssey dans le labyrinthe” di Dis-Ordine a Port'Aurea, promossa dall’associazione di Ex-Allievi ed insegnanti delle scuole d’arte del ravennate, con una presenza significativa di 18 soci che si sono recati per installare l’opera formata da 169 triangoli realizzati da mosaiciste/i, e non solo, provenienti da svariate realtà. L’Opera resterà in mostra a Chartres fino all’11 novembre. Fino all’11 novembre sarà visitabile anche, a Parigi, presso la Galleria di via Rivoli 59, la mostra del Secondo Festival del Mosaico Contemporaneo, con Lucas Nardini, Toyoharu Kii, Morèje, Anne-Cécile Lopez, da Ravenna Enzo Tinarelli e Giuliano Babini. Una ricca rassegna quella Francese che sottolinea un fermento crescete intorno al Mosaico Contemporaneo in tutto il mondo, che può farci riflettere sul valore simbolico implicito al mosaico stesso, da una parte come arte eterna, ma, soprattutto, come espressione artistica capace di guardare costantemente in un’ottica post-contemporanea, la sola capace di andare oltre ai malesseri disarmonici della nostre “contemporaneità”, decostruendoli e ricostruendoli in un Mosaico, la cui forza ci auguriamo possa essere quella dell’armonizzazione delle Parti nel Tutto.

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