Il nuovo centro commerciale in viale Europa si farà: "Ennesimo passo falso dell'amministrazione"

Via libera del consiglio comunale, martedì pomeriggio, all’accordo territoriale per l’insediamento del nuovo centro commerciale che sorgerà in viale Europa, zona Pala De Andrè

Via libera del consiglio comunale, martedì pomeriggio, all’accordo territoriale per l’insediamento del nuovo centro commerciale che sorgerà in viale Europa, zona Pala De Andrè, finalizzato a integrare le funzioni del polo terziario esistente. La destinazione d’uso commerciale prevede un “parco commerciale” al cui interno sono previste una struttura alimentare di 2.500 metri quadrati e due strutture non alimentari di 5.000 metri quadrati e 2.500 di superficie di vendita, per un totale di superficie territoriale di destinazione commerciale di 49.982 metri quadri.

Subito sono iniziate ad arrivare le prime proteste: "E' l’ennesimo passo falso dell’amministrazione in materia di programmazione urbanistica e commerciale - commenta Marco Maiolini del Gruppo Misto, insieme al Meetup "Ravenna in movimento-amici di Grillo e Casaleggio" - in quanto scelta incoerente e in contrasto con un corretto consumo di suolo e con gli obbiettivi della sostenibilità ambientale. Il comune di Ravenna rimane sordo e continua con queste politiche del secolo scorso di cementificazione selvaggia incurante delle indicazioni provenienti sia dall’Europa che da normative sopraggiunte regionali in materia di “consumo di suolo”. Commerciale, in quanto la scelta di un altro centro commerciale, di metratura vicina a quella dell’ Esp, è assurda e sproporzionata rispetto alle esigenze e richieste dei ravennati. La scelta rischia di far saltare il rapporto di equilibrio, già compromesso, fra le varie tipologie di commercio (dettaglio, mercati , grande distribuzione). Entrando nel dettaglio della delibera votata, ci si accorge come il Comune di Ravenna fa un altro grave errore: il progetto prevede la cessione in favore dell’amministrazione delle aree interessate dalla previsione, orami datata, del famoso e contestato bypass. Il rischio quindi è di avere in perequazione dei terreni che potrebbero valere “zero” se non si fa il bypass o comunque, in caso si faccia, una decisione urbanistica forzata e non condivisa in un momento cruciale per le nuove linee di sviluppo di Ravenna, essendo in previsione entro il 2020 la redazione del Nuovo Piano urbanistico generale. Rotonde, tratti di piste ciclabili mal collegati fra loro e centri commerciali sembrano essere l’unica cosa che si possa fare per migliorare la città, ma noi siamo ancora convinti che Ravenna meriti di più e che solo con un cambiamento di guida politica della città possa mutare la situazione".

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