Il Porto al centro del Prit 2025: "Fulcro della logistica nazionale e centroeuropea"

E' stato adottato dall’Assemblea legislativa regionale il PRIT 2025, il documento che programma a livello regionale gli interventi in tema di trasporti per il prossimo quinquennio

E' stato adottato dall’Assemblea legislativa regionale il PRIT 2025, il documento che programma a livello regionale gli interventi in tema di trasporti per il prossimo quinquennio. “Un capitolo del corposo documento è dedicato al porto di Ravenna, che si conferma essere il principale porto e nodo logistico regionale – riporta il consigliere regionale Pd Gianni Bessi – Gli è attribuito un ruolo determinante rispetto alla mobilità marittima del sistema adriatico, con riferimento al Corridoio Baltico-Adriatico. Assumerà un sempre maggiore rilievo per lo sviluppo della logistica nazionale e centroeuropea”.

“Tra gli obiettivi strategici per il futuro del nostro porto vi è l’aumento delle tonnellate in arrivo e in partenza sia di rinfuse liquide e solide, sia di container. Quindi rispetto alle infrastrutture materiali è prevista la realizzazione del Terminal Container con un traffico potenziale di 500.000 TEUs annui e l’individuazione di aree idonee per la realizzazione di piattaforme logistiche in sinistra e in destra Candiano. In totale sono previsti 200 ettari di nuove aree logistiche con accessi diretti alle banchine e alla ferrovia. Programmata anche la realizzazione di canaletta a mare a -15,50, fondali a -14,50 fino a Largo Trattaroli, fondali a -13 fino a bacino San Vitale – specifica Bessi – Il PRIT conferma inoltre per Ravenna l’individuazione di una Zona Logistica Semplificata (ZLS), un’opportunità prevista dalla legge per istituire aree portuali in cui le imprese possono beneficiare di alcune procedure semplificate già concesse alle Zone Economiche Speciali”.

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La programmazione regionale va oltre gli interventi specifici nell’area portuale: “È confermata la necessità di investire sulle interconnessioni trasportistiche, per le quali servono sia infrastrutture di raccordo lato terra, sia il superamento delle interferenze strada/rotaia nel centro di Ravenna. Tra le opere ferroviarie si segnalano in particolare il bypass di Ferrara per la direttrice Brennero e, tra quelle stradali la E55, la riqualificazione della tangenziale di Ravenna e il bypass del canale Candiano. Alle infrastrutture materiali si sommano quelle immateriali, legate alla semplificazione e integrazione delle procedure portuali, intervenendo per l’informatizzazione delle procedure doganali e sui servizi che rendono rapide e fluide le operazioni portuali per il cliente, con regole e procedure omogenee in tutti i porti del nord Adriatico. Per far crescere il nostro porto e tutta l’economia del territorio occorre continuare il lavoro sinergico tra Autorità di Sistema Portuale, Comune di Ravenna, Regione Emilia-Romagna e tutto il cluster portuale”.

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