"In camera con le scimmie": i cittadini senegalesi intraprendono una battaglia legale

Dopo il ritiro della querela da parte della donna vittima di razzismo, i membi di Asra (associazione di cittadini senegalesi a Ravenna) annunciano che continueranno nella loro battaglia legale

"La storia non finisce qui". Dopo il ritiro della querela da parte della donna vittima di razzismo, i membi di Asra (associazione di cittadini senegalesi a Ravenna) annunciano che continueranno nella loro battaglia legale.

"Siamo in camera con le scimmie": il caso di razzismo all'ospedale di Ravenna fa infuriare il web

Il caso risale allo scorso giugno, quando un giovane di Ravenna in una stanza dell'ospedale Santa Maria delle Croci, dove la moglie aveva appena partorito, postò nel gruppo Facebook di black humor "Pastorizia never dies" un selfie lamentandosi del fatto che nella stessa camera fosse presente un'altra partoriente di colore, insultando la donna e la sua famiglia, giunta nella stanza per dare il benvenuto al neonato, e paragonandoli a "scimmie in uno zoo". Il caso fece infuriare il web dopo la denuncia del post da parte della blogger Selvaggia Lucarelli. Alla fine l'uomo fu costretto ad ammettere le sue colpe e la vittima, tramite il suo avvocato, presentò querela, che tuttavia qualche giorno fa ha ritirato.

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"Per noi, invece, la storia non finisce qui - commentano i membri di Asra - Avevamo sin da subito manifestato l'intenzione di costituirci parte civile nel procedimento penale per diffamazione scaturito dalla denuncia della vittima contro l'autore del post razzista. Rispettiamo la scelta di accettare le scuse e un risarcimento economico, ma non può sfuggire a nessuno che frasi così ("Ci hanno trasferito allo zoo e siamo in camera con le scimmie") hanno una connotazione razzista e diffamatoria grave e oggettiva. Ora che quel procedimento penale non sarà mai celebrato, abbiamo deciso di difendere la dignità della comunità senegalese ravennate promuovendo un'autonoma azione nei confronti dell'autore di questo odioso reato. Abbiamo conferito mandato agli avvocati Andrea Maestri e Gerardo Grippo per agire in ogni sede per la tutela dei diritti contro la discriminazione razziale. È una battaglia di legalità, dignità e giustizia che facciamo per noi stessi e per tutti coloro che vogliono vivere in una città dove ci sia rispetto per ogni persona, senza discriminazioni, e nel solco dei valori più profondi della Costituzione, che è patrimonio di tutti".

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